Alla vigilia della sfida del Partenio-Lombardi, il tecnico biancoverde chiede continuità dopo la reazione di Cesena. Possibili rotazioni nel trittico di gare ravvicinate, da valutare le condizioni di Cancellotti, Simic e Izzo. «Dobbiamo partire forte, lo stadio ci spinge»
AVELLINO – Umiltà, ambizione e lavoro. Sono le parole chiave con cui Alessandro Nesta accompagna l’Avellino verso la sfida di domani contro il Padova, in programma al Partenio-Lombardi. Nella conferenza stampa della vigilia, il tecnico biancoverde ha chiesto alla squadra di dare continuità al proprio percorso, senza sottovalutare un avversario che, al di là delle difficoltà incontrate finora, considera di valore. Sullo sfondo c’è anche il primo ciclo ravvicinato della stagione, con tre partite in nove giorni e la necessità di gestire energie e uomini.
«Il Padova è una squadra molto forte, che per risultati ha avuto un po’ di problemi, ma ha un potenziale importantissimo. Sarà una partita difficilissima, come tutte quelle di Serie B», ha avvertito Nesta. Nessun margine, dunque, per distrazioni o cali di tensione: il campionato, secondo l’allenatore, impone di affrontare ogni gara con la stessa attenzione, perché anche le squadre che sulla carta sembrano meno attrezzate possono mettere in difficoltà chiunque.
Il passaggio più significativo della conferenza riguarda l’ambizione. Nesta non arretra rispetto alle parole pronunciate dopo il pareggio di Cesena e ribadisce la propria convinzione sul valore del gruppo. «Non mi nascondo, è una squadra forte e dobbiamo essere ambiziosi, però lavorando, faticando, sudando», ha spiegato, chiarendo che l’ambizione non significa fare proclami o pensare già a traguardi lontani.
«Non vuol dire andare in Serie A, perché noi non ci pensiamo, ti dico la verità. Ogni partita la giochiamo per vincere». Il messaggio è un altro: non accontentarsi, valorizzare il potenziale della squadra e costruire i risultati attraverso il sacrificio quotidiano. «Questo deve essere il DNA dell’Avellino», ha aggiunto il tecnico, richiamando l’esempio dei grandi campioni incontrati nella sua carriera, mai disposti a risparmiarsi in allenamento.
Una linea che si accompagna a una severità che Nesta riconosce anche nei confronti di sé stesso. L’allenatore ammette di essere esigente, talvolta persino troppo critico, ma rivendica la necessità di mantenere alta l’asticella. Anche il pareggio di Cesena, pur contro un avversario organizzato e di valore, non deve diventare un motivo per abbassare le aspettative.
Il tecnico ha promosso la reazione della squadra dopo essere passata in svantaggio. «La squadra mi è piaciuta nel momento in cui ha preso lo schiaffo, si è svegliata», ha detto, sottolineando come l’Avellino abbia poi disputato una prova di alto livello, recuperando terreno e sfiorando la vittoria.
Resta però da migliorare la continuità, soprattutto nella gestione del possesso. Nesta ha individuato nei momenti in cui la squadra smette di giocare con la palla uno degli aspetti su cui lavorare. A Cesena, a suo giudizio, i biancoverdi hanno fatto troppo ricorso ai lanci lunghi, anche per merito della pressione avversaria.
«Appena ricominciamo a giocare, teniamo la palla, la muoviamo in un certo modo e dominiamo la partita, schiacciamo l’avversario», ha osservato. L’obiettivo è ridurre questi passaggi a vuoto, imparando però anche ad accettare che l’avversario possa avere i propri momenti di forza. «In Serie B non vedo una squadra che gioca tutti i tempi bene, che vince tutte le partite e domina sempre», ha ricordato.
Il calendario impone attenzione anche nella gestione della rosa. Nesta ha confermato che ci saranno cambi nelle prossime tre partite, da decidere in base alle caratteristiche degli avversari e alle condizioni dei giocatori. «Le prime due le puoi più calcolare, la terza è più difficile», ha spiegato, chiarendo che sarà necessario valutare strada facendo stanchezza, eventuali acciacchi e risposte fisiche del gruppo.
Sul fronte degli indisponibili, Cancellotti è in fase di rientro, mentre le condizioni di Simic restano da valutare. Anche Armando Izzo ha avuto qualche linea di febbre: lo staff verificherà come starà in vista della gara. La situazione resta quindi aperta, senza indicazioni definitive sulla formazione.
A centrocampo le alternative non mancano. Nesta ha ribadito che le scelte saranno legate alle caratteristiche della partita e alla necessità di distribuire le energie nel ciclo ravvicinato. «Cambierò nelle tre partite», ha confermato, lasciando intendere che chi ha trovato meno spazio finora potrà avere un’opportunità.
Il principio è quello della competizione quotidiana: nessuno può sentirsi titolare inamovibile. Un discorso che riguarda anche Giacomo Faticanti, in crescita secondo l’allenatore, e Luca Palmiero, considerato un riferimento per equilibrio e costruzione del gioco. «Non c’è quello che ruba il posto: è una competizione costante, giornaliera», ha precisato Nesta.
Tra i temi affrontati anche il ruolo di Russo nella manovra offensiva. Per Nesta, le sue posizioni non possono essere rigide: il movimento dell’attaccante dipende da come si sviluppa il gioco e da come si comporta la difesa avversaria.
«A Russo dobbiamo portargliela, la palla», ha spiegato il tecnico, ricordando che a Cesena il giocatore è stato costretto più volte a venire incontro proprio perché la squadra faticava a costruire. Quando invece l’Avellino riesce a muovere il pallone con maggiore continuità, l’attaccante può sfruttare meglio la profondità e cercare gli spazi.
Contro il Padova, quindi, serviranno capacità di lettura e flessibilità, sia nella fase di possesso sia nelle situazioni in cui gli avversari sceglieranno di alzare la pressione o di attendere più bassi per ripartire.
Nesta si aspetta una partita tatticamente aperta a diverse interpretazioni. Il Padova potrebbe aggredire alto oppure lasciare campo per cercare le ripartenze: l’Avellino dovrà essere pronto a entrambe le soluzioni. Ma il tecnico individua soprattutto nell’approccio iniziale un fattore decisivo.
«Dobbiamo mettere dentro al campo quello spirito che abbiamo in casa, quella forza che abbiamo fatto vedere a impatto partita subito. Se partiamo forte, lo stadio ci viene dietro, perché qua ci spinge e per l’avversario è dura», ha dichiarato.
Un richiamo diretto al pubblico del Partenio-Lombardi, chiamato a sostenere una squadra che vuole confermare i segnali di crescita mostrati nelle ultime uscite. L’obiettivo, però, resta circoscritto alla gara più vicina. Dopo il Padova ci sarà l’Entella, ma Nesta non vuole che il gruppo guardi troppo avanti: «Dobbiamo mettere obiettivi a breve termine. L’obiettivo a breve termine è il Padova».
Nel corso della conferenza, il tecnico ha affrontato anche la questione delle infrastrutture sportive e del futuro dello stadio. Per Nesta, una struttura moderna può rappresentare un’opportunità che va oltre il calcio.
«Per me è fondamentale, non solo per l’Avellino Calcio, ma per la città: dà uno slancio», ha affermato, immaginando uno stadio capace di ospitare anche eventi e appuntamenti internazionali. Il tecnico ha indicato nella burocrazia uno degli ostacoli allo sviluppo delle infrastrutture in Italia, sostenendo la necessità di creare condizioni favorevoli alla realizzazione di progetti utili al territorio.
Ora, però, la priorità è il campo. Il Padova arriva ad Avellino con la voglia di rilanciarsi e un potenziale che Nesta non sottovaluta. I biancoverdi dovranno rispondere con intensità, attenzione e capacità di mantenere il controllo della partita. La ricetta dell’allenatore è chiara: ambizione senza presunzione, lavoro senza pause e un solo obiettivo alla volta. Il primo esame è domani, davanti al proprio pubblico.

