Editoriale a cura di Marco Pisano
Nel salotto del B&B La Torre si parla chiaro: l’Avellino deve alzare l’asticella. Niente giri di parole, niente diplomazia. Con il collega Gianluca Amatucci abbiamo messo sul tavolo i due temi che scottano: stadio Partenio-Lombardi e calciomercato. Due questioni che non possono più aspettare.
Avellino, basta sorprese: ora servono certezze
La scorsa stagione ha rimesso in moto una piazza che pretende. I playoff conquistati da Davide Ballardini non erano affatto scontati, e infatti hanno cambiato la percezione di tutto l’ambiente. Ora però arriva Alessandro Nesta, e qui non si può sbagliare.
Amatucci è diretto: «Mi aspetto un campionato vero, all’altezza. Ballardini ha fatto un miracolo sportivo, ha rianimato una squadra che si era spenta. Nesta deve dare subito un’impronta forte, e la conferma di Enrici e Russo è un segnale chiaro: si riparte dai pilastri».
Mercato: Martinelli è un colpo, ma non basta
Il mercato è partito e l’Avellino ha già piazzato un nome pesante: Martinelli, portiere di prospettiva, in uscita dalla Fiorentina e reduce da una seconda parte di stagione convincente alla Sampdoria.
Amatucci non si nasconde: «Daffara è andato via, ma Martinelli è un profilo importante. Ha fatto bene alla Samp, ha personalità. Però non basta: servono altri colpi veri per alzare l’asticella. Non possiamo accontentarci».
Partenio-Lombardi: la Curva Nord deve riaprire
La questione stadio è la solita ferita aperta. La Curva Nord chiusa è un’immagine che non può più rappresentare Avellino.
Amatucci è netto: «L’amministrazione deve muoversi. Punto. Siamo un pubblico da Serie A, lo abbiamo dimostrato portando oltre 1500 tifosi di media in trasferta. Riaprire la Curva Nord non è un favore: è un dovere verso una piazza che vive di calcio. Vogliamo lo stadio aperto in tutti i settori».

