SALOTTO TEMATICO – Perfetto: “Nella nostra società si tende a marginalizzare i ragazzi in favore di discorsi politici”

A cura di Luis Gentile – Che effetto fa discutere di un tema ormai conosciuto su cui resta poco da dire ma tanto da fare? In questo appuntamento al “Salotto del B&B La Torre” in collaborazione con la testata giornalistica Gazzettadellirpinia.it, abbiamo deciso di trascorrere del tempo con la dottoressa Giulia Perfetto e porre a lei questa e altre domande. È emersa fin da subito una discrepanza tra gli impegni presi per dibattere, le occasioni di incontro, le opinioni e poi i fatti concreti. Senza indugio la dottoressa Perfetto ha voluto specificare come il suo impegno consista proprio nel cercare di tradurre le tante occasioni di incontro e dibattito in azioni concrete. “Non metto in dubbio la complessità dei temi- ha affermato la nostra ospite- tuttavia è innegabile che in queste iniziative ci sia sempre tanto rumore. Spesso è rumore politico, qualcosa che sa di già sentito ma fine a se stesso”. Parole che lasciano poco spazio all’interpretazione, capaci di rendere chiaro a tutti che realtà come quella della provincia di Avellino non sono seconde per importanza o per innovazione. Eppure la nostra città e per conseguenza diretta anche la nostra amministrazione sembra sempre non riuscire a compiere l’ultimo passo. Si susseguono eventi e parole per poi restare incompiuti. I cittadini dopo tanta pazienza rischiano per l’ennesima volta di trovarsi con un pugno di mosche in mano. Così, tra una promessa, molti sospiri e qualche attesa di troppo, il tempo passa ma le necessità restano invariate. Di conseguenza abbiamo chiesto alla nostra ospite quanto possa essere d’impatto il ruolo di insegnanti, genitori ed educatori in generale in questo mondo che va avanti anche quando tutto sembra restare immobile. La dottoressa ha esaudito subito la nostra curiosità affermando che in qualsiasi contesto sociale si deve sempre partire dalla formazione. Docenti, educatori e genitori hanno il compito di fare rete per non lasciare mai da soli i ragazzi. Ciò vale soprattutto durante gli anni più sensibili per la formazione di una persona. Bisogna stare loro accanto e guidarli in un percorso che non sia solo di profilassi culturale, ma che insegni loro dei valori. Oggi più che mai è necessario trasmettere le conoscenze adatte a fornire ai più giovani la consapevolezza di saper interpretare il linguaggio emotivo proprio e dell’altro. “Nella nostra società si tende a marginalizzare i ragazzi in favore di discorsi politici. Bisogna capire che i giovani devono essere aiutati a crescere e non solo formati. Vanno compresi anche quando lasciano la propria terra – ha proseguito -. Le nostre migliori risorse vanno via perché mancano le opportunità? Forse queste opportunità bisognerebbe crearle e a volte per farlo basta ascoltare ciò che i ragazzi hanno da dire e da offrire, io di questo mi occupo ogni giorno”. Ci è sembrato giusto, a questo punto dell’intervista, aprire una parentesi riguardo lo spopolamento delle aree interne. Una riflessione su come questo risulti essere non solo una conseguenza della mancanza di lavoro, ma anche causa stessa di un impoverimento sempre maggiore. La dottoressa ha chiarito quanto in queste dinamiche la politica sia il tassello mancante. Queste sono le reali criticità a cui dovrebbe far fronte la sfera politica sul territorio. Eppure, nonostante un banco di prova così complesso che suggerirebbe da sé la necessità di fare rete, in qualche modo le istituzioni sono lasciate in balia di prevaricazioni ed egoismi che, nella migliore delle ipotesi, si traducono in interventi non all’altezza. Così le città finiscono per trasformare ogni opportunità in un cantiere infinito, collezionando una marea di occasioni perse.
In chiusura abbiamo voluto insistere sul tema dello spopolamento e della forza negativa del pregiudizio. Abbiamo domandato come una realtà spesso provinciale e molto legata alla consuetudini riesca ad accogliere e recepire dei segnali di cambiamento. La dottoressa ancora una volta è stata chiara e ha battuto sul tema dell’ascolto. Ha confermato quanto sia doveroso cercare di fare rete, di educare con momenti e occasioni create proprio per informare e ascoltare. “Bisogna parlare alle future generazioni, dare loro gli strumenti per esprimersi e capire come farlo. Però una cosa resta fondamentale – ha concluso – non deve mai mancare la capacità di ascoltare. Dare i mezzi per comprendere le situazioni e le prevaricazioni è fondamentale tanto quanto porsi accanto a chi subisce fenomeni simili