Non è stato il derby delle grandi giocate, ma quello della tensione e dell’attenzione. Allo Stadio Partenio-Adriano Lombardi Avellino e Juve Stabia si dividono la posta con uno 0-0 che racconta di una gara bloccata, combattuta soprattutto a centrocampo e decisa più dagli equilibri che dalle invenzioni. Per Davide Ballardini era la prima davanti al pubblico irpino: applausi all’ingresso in campo e una squadra ordinata, attenta, determinata a non concedere spazi. Dall’altra parte Ignazio Abate ritrovava l’Irpinia con l’obiettivo di dare una risposta dopo l’ultimo passo falso. Ne è uscita una partita vera, ma con il freno a mano tirato.
L’inizio è di marca stabiese: una palla inattiva crea subito apprensione, ma la difesa biancoverde regge. L’Avellino prova a rispondere affidandosi al palleggio e alla costruzione dal basso, cercando di allargare il gioco sulle corsie. Le conclusioni arrivano, ma mancano precisione e cattiveria sotto porta.
La sensazione è che nessuna delle due voglia scoprirsi troppo. I contrasti aumentano, le linee restano compatte, gli spazi si chiudono rapidamente. Nel finale di primo tempo i padroni di casa alzano il ritmo e strappano qualche applauso, ma senza riuscire a trovare il guizzo decisivo. Nel secondo tempo il copione non cambia. Le sostituzioni portano energie fresche, ma il match resta frammentato. I cartellini iniziano a pesare, i falli interrompono il ritmo e ogni pallone diventa una piccola battaglia. L’Avellino prova a spingere nel finale, sospinto dal pubblico. L’ultima occasione arriva nei minuti di recupero: una conclusione che termina di poco fuori e lascia nello stadio quel misto di delusione e speranza. Sarebbe bastato un dettaglio per cambiare la serata. Il pari mantiene inalterate le distanze in classifica, con nove punti a separare le due squadre. Nessuno scatto in avanti, nessun sorpasso: solo la conferma di due formazioni solide, organizzate, ma ancora alla ricerca di maggiore incisività. Il derby campano finisce senza reti, ma non senza emozioni. Per l’Avellino resta la compattezza mostrata davanti ai propri tifosi; per la Juve Stabia la consapevolezza di aver retto in un campo difficile. A volte il calcio è anche questo: novanta minuti di equilibrio, in cui a vincere è soprattutto la prudenza.

