Cinque le opere progettate dai maestri cartapestai e ispirate al tema della 53esima edizione: Collodi Dreaming: 200 anni di magia e allegorie.
Il bullismo, l’intelligenza artificiale, la dipendenza dai social e dalla ricerca di like, i diritti dell’infanzia e il desiderio di pace in un mondo segnato dai conflitti. Sono questi i temi al centro della 53ª edizione del Gran Carnevale Maiorese, in programma dal 7 al 14 febbraio 2027, quando Maiori si trasformerà ancora una volta in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Una settimana di festa, creatività e riflessione che vedrà protagoniste tre sfilate sul lungomare, previste il 7, 9 e 14 febbraio, nel segno di un filo conduttore che intreccia le fiabe di ieri con le contraddizioni e le sfide del mondo contemporaneo.
In attesa dell’appuntamento invernale, Maiori ha già acceso i riflettori sulla manifestazione presentando con largo anticipo i progetti dei cinque carri allegorici che i maestri cartapestai realizzeranno nei prossimi mesi. Un percorso artistico e culturale che conferma il ruolo centrale del Carnevale tra gli eventi di punta della Costiera Amalfitana e che l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Gianpiero Romano, intende ulteriormente valorizzare.
Tra gli obiettivi c’è anche quello di estendere la promozione della manifestazione al periodo estivo, attraverso un evento da organizzare nell’ambito degli appuntamenti del Porto Turistico.
L’idea è stata annunciata dalla vicesindaca e assessora al Turismo Lucia Mammato durante la presentazione dei bozzetti, svoltasi nel Salone degli Affreschi di Palazzo Mezzacapo.
«L’auspicio è che il Carnevale, indipendentemente dall’amore e dalla passione che lega ciascuno a questo evento, possa costituire un volano per il territorio. Un’attrattiva anche per i turisti che ci onorano della loro presenza», ha dichiarato Mammato. «L’idea è quella di avere almeno una giornata durante il periodo estivo da dedicare a questa straordinaria manifestazione che si svolge in inverno. Studieremo il modo per riproporre almeno un’opera in cartapesta presentata nell’ultima edizione, insieme con i corpi di ballo, per creare uno spot promozionale capace di attirare ancora più visitatori e far crescere ulteriormente questa iniziativa».
Cinque carri, cinque storie per raccontare il presente
La serata, presentata da Miriam Bella, ha svelato i progetti delle cinque opere in cartapesta che prenderanno forma nei laboratori dei gruppi partecipanti. Il tema scelto per questa edizione è «Collodi Dreaming: 200 anni di magia e allegorie», un omaggio al mondo delle fiabe e alla fantasia di Carlo Collodi, reinterpretati attraverso le problematiche della società attuale.
A raccogliere la sfida saranno le associazioni Rio, I Monelli, Gli Invisibili, A.D.S. e Nuovi Pazzi, ciascuna con un progetto capace di trasformare personaggi e racconti della tradizione in occasioni di riflessione.
Il gruppo Rio, con «Oltre l’arcobaleno… finché c’è cuore, c’è speranza!», si ispira al Mago di Oz per affrontare il tema del dominio dell’intelligenza artificiale e della necessità di preservare l’umanità.
I Monelli, con «C’era una volta il tempo», scelgono il Gatto con gli Stivali per raccontare una società che rischia di perdere il valore del tempo, sempre più assorbita dagli schermi, dai social, dalla ricerca di like e dallo stress quotidiano.
Il fenomeno del bullismo è invece al centro di «Il Brutto Anatroccolo e la realtà delle cose», il progetto de Gli Invisibili, che utilizza la celebre fiaba per richiamare l’attenzione su una problematica sempre più presente nella vita dei giovani.
Con «L’ultimo Peter Pan», il gruppo A.D.S. affida all’eterno bambino una nuova sfida contro Capitan Uncino, questa volta in difesa dei diritti dell’infanzia, troppo spesso ignorati o calpestati.
Infine, Nuovi Pazzi presentano «La libertà non ha fili», un’allegoria della guerra e della ricerca della pace. In un mondo trasformato in un gioco crudele, carri armati e soldati diventano marionette manovrate da un oscuro burattinaio attraverso i fili della paura. A Pinocchio spetterà il compito di spezzarli, in nome della libertà e della pace.
Alfonso Pastore: «Le fiabe diventano uno strumento per leggere la contemporaneità»
A illustrare il percorso creativo è stato il direttore artistico Alfonso Pastore, che ha sottolineato il valore culturale e comunicativo dei progetti.
«Il Gran Carnevale Maiorese 2027 non svilupperà la semplice rappresentazione di una fiaba illustrata, bensì un racconto vissuto attraverso l’età contemporanea e quindi una rivisitazione in chiave moderna», ha spiegato. «Questo ci permette di celebrare sia il bicentenario della nascita di Collodi, ma anche di posizionare il Carnevale in ambito nazionale per creatività».
Pastore ha evidenziato anche il lavoro svolto dai gruppi nella fase di ideazione e progettazione dei carri, sottolineando l’importanza del confronto tra i partecipanti e della capacità di tradurre i messaggi in immagini e allegorie. «Abbiamo assistito a un’esecuzione artistica esplicita, utile anche per comprendere meglio il messaggio che si intende lanciare. Se i ragazzi della costruzione riescono in questo step, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Tutti i progetti sono stati seguiti con attenzione, a cominciare dall’idea. I ragazzi hanno imparato a confrontarsi e si è aperto un dialogo con ciascuno per arrivare al risultato che abbiamo avuto modo di apprezzare».
Lucia Mammato: «Una tradizione che appartiene a tutto il territorio»
La vicesindaca Lucia Mammato ha rivolto un ringraziamento ai gruppi, ai costruttori e alle famiglie che, con impegno e passione, contribuiscono ogni anno alla realizzazione della manifestazione.
«Vorrei fare i complimenti ai ragazzi, ricordando che dietro questi messaggi ci sono grandi costruttori, grandi maestri cartapestai, grandi gruppi e grandi famiglie che lavorano per il Carnevale di Maiori», ha affermato. «Stasera mi sento una di loro, perché da piccole ci chiamavano le figlie del Carnevale. Abbiamo avuto la fortuna, in questi anni, di vivere i vari step, a cominciare dai tempi in cui le famiglie, con i loro risparmi, cercavano di creare qualcosa per questo territorio».
Mammato ha poi ribadito il valore identitario della manifestazione e le sue potenzialità in chiave turistica: «Ogni anno è per tutti un momento speciale perché si rivive una tradizione che appartiene al nostro territorio. Intorno a questo evento c’è una passione immutata. Rispetto a qualche anno fa si percepisce di più l’importanza del Carnevale, che va al di là del divertimento. È una manifestazione importante, un progetto che può diventare determinante per il territorio di Maiori anche in termini di destagionalizzazione».
Un Carnevale sempre più partecipato, tra tradizione e nuove generazioni
La presentazione dei bozzetti ha richiamato centinaia di persone a Palazzo Mezzacapo, confermando quanto il Carnevale continui a rappresentare un appuntamento capace di coinvolgere generazioni diverse.
«Una cosa di sicuro non è cambiata ed è la passione», ha osservato il direttore artistico Alfonso Pastore. «Lo dimostra la presenza di diverse generazioni a questo evento di presentazione. Questo è sicuramente il filo conduttore: il processo di socializzazione che unisce tutte queste generazioni tramite il Carnevale. Non a caso siamo la passione senza tempo».
Pastore ha inoltre evidenziato la crescente partecipazione di gruppi provenienti da diverse zone della Campania e anche da fuori regione, che scelgono di prendere parte alla manifestazione con maschere e travestimenti ispirati al tema dell’edizione.
Un contributo importante arriva anche dal Forum dei Giovani, che negli ultimi anni ha favorito il coinvolgimento delle maschere libere e una partecipazione sempre più ampia. «È un modo per non sentirsi ospiti, ma parte integrante e attiva della nostra manifestazione, che è libera e partecipativa», ha aggiunto.
Sulla necessità di preservare l’identità della manifestazione è intervenuto anche il consigliere comunale ai Grandi Eventi Francesco Savastano: «Occorre proteggere anche questo tipo di spontaneità legata al Carnevale, che è sacrificio e passione. Ma bisogna evitare stravolgimenti: dobbiamo essere un Carnevale legato al territorio. Questo è l’unico modo per far andare avanti la manifestazione ed evitare che finisca per snaturarsi, come è accaduto per altri Carnevali d’Italia».
La coppa del Carnevale, un simbolo di storia e appartenenza
La serata si è conclusa con l’esposizione della coppa assegnata nell’ultima edizione al gruppo vincitore del 52° Gran Carnevale Maiorese. Un trofeo di grande valore storico, donato nei primi anni Ottanta dall’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo al comitato organizzatore dell’epoca, con l’intento di tramandare la tradizione della consegna annuale al gruppo vincitore.
Una consuetudine ripresa negli ultimi anni, dopo un lungo intervento di restauro del trofeo, dedicato alla memoria di Roberto Di Martino e riconsegnato ai vincitori della 49ª edizione.
«Questo trofeo rappresenta un po’ la storia di Maiori e del suo Gran Carnevale, ma soprattutto dei maestri cartapestai, dei carristi e dei tanti protagonisti a cui teniamo tanto e che ogni anno, con le loro creazioni, ci danno modo di vedere e apprezzare le bellezze del nostro territorio», ha concluso Lucia Mammato.
Il conto alla rovescia per il Gran Carnevale Maiorese 2027 è dunque iniziato: dal 7 al 14 febbraio la fantasia delle fiabe incontrerà i temi più urgenti del presente, trasformando la cartapesta in uno strumento di racconto, denuncia e speranza.

