L’AIDM contro la violenza domestica: presentato il progetto europeo VIPROM per la formazione della classe medica

La violenza domestica rappresenta una grave emergenza per la salute pubblica globale, con pesanti ripercussioni sulla salute fisica e psicologica e sulla qualità della vita delle vittime. I medici e gli operatori sanitari costituiscono spesso le figure professionali ritenute più affidabili a cui confidare un abuso, ma le vittime incontrano ancora barriere e richieste d’aiuto inascoltate. Per colmare questo divario e fornire strumenti concreti agli operatori di prima linea, l’aula magna dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Caserta ha ospitato la presentazione del progetto europeo VIPROM (Victim Protection in Medicine). L’iniziativa è stata promossa dalla sezione di Caserta dell’AIDM (Associazione Italiana Donne Medico) e realizzata con il patrocinio dell’Ordine dei Medici. I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del presidente dell’Ordine dei Medici di Caserta Carlo Manzi, del direttore generale dell’Asl Caserta Antonio Limone, del questore di Caserta Andrea Grassi, del direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Caserta Domenico Giordano, dell’avvocato Drusilla De Nicola in rappresentanza dell’associazione Spazio Donna, della presidente nazionale AIDM Concetta Laurentaci (collegata in videoconferenza) e della past president AIDM Antonella Vezzani.

Il presidente Manzi ha sottolineato il valore etico e professionale dell’iniziativa dell’Associazione Italiana Donne Medico che «ha avviato un tour di formazione con gli Ordini dei Medici volto a diffondere i contenuti del progetto europeo VIPROM al personale sanitario che spesso si trova per primo a dover riconoscere segni e sintomi di violenza».

Successivamente, la parola è passata ai rappresentanti delle istituzioni sanitarie e delle forze dell’ordine territoriali che hanno ribadito l’importanza dell’alleanza tra sanità, prevenzione e tutela della legalità. Il direttore generale dell’Asl Caserta Limone: «Una sanità fatta a dimensione umana non può trascurare la violenza di genere, perché è un atto di civiltà. Abbiamo il dovere di fare in modo che chi riceve violenza, anche in un contesto domestico, abbia alle spalle persone e istituzioni, ma innanzitutto persone. Le persone sono innanzitutto i medici». Il questore Grassi da parte sua ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, centri antiviolenza e settore educativo «come strategia fondamentale per ridurre i casi di violenza e migliorare l’efficacia degli interventi di polizia». E poi: «L’investimento nella cultura e nella conoscenza rappresenta lo strumento principale di prevenzione». Il direttore sanitario dell’AORN Giordano: «Bisogna essere culturalmente aperti nei confronti di chi necessita assistenza».

Ad aprire i lavori la presentazione del progetto da parte delle responsabili scientifiche dell’iniziativa per il territorio: Anna Tarabuso, presidente della sezione AIDM di Caserta, e Maria Erminia Bottiglieri, già direttore della UOC di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva del Presidio Ospedaliero di Marcianise. Per la Tarabuso: «È stata una giornata di straordinario valore, non soltanto per l’approfondimento su un tema drammatico come la violenza domestica, fenomeno che spesso ci passa accanto inespresso, ma soprattutto perché ha gettato le basi per una vera e propria rete istituzionale». Per la Bottiglieri: «L’evento all’Ordine deve essere l’avvio di un percorso formativo continuo ed esteso a medici, psicologi e forze dell’ordine, indispensabile per costruire una rete di protezione davvero efficace per le vittime di violenza domestica». A seguire la past president Vezzani: «Far parte di questo progetto europeo ha richiesto un grande impegno, ma di fronte a una richiesta di formazione sempre più alta stiamo portando “VIPROM” in tutte le città italiane sedi dell’AIDM per fornire ai colleghi e agli operatori sanitari le competenze indispensabili a riconoscere e contrastare la violenza domestica».