ColtivaItalia, Campagnuolo (Avanti Insieme): «Passo importante per l’agricoltura italiana, ora le risorse arrivino a imprese e territori»

Oltre 1,18 miliardi di euro per rafforzare il comparto agricolo italiano. L’approvazione definitiva del disegno di legge ColtivaItalia viene accolta positivamente da Evangelista Campagnuolo, presidente del Movimento Civico Avanti Insieme, che sottolinea l’importanza del provvedimento e richiama l’attenzione sulle opportunità che dovrà garantire ai territori, in particolare alle aree interne della Campania e del Mezzogiorno.

«L’approvazione definitiva del disegno di legge ColtivaItalia rappresenta un segnale importante di attenzione verso un settore che costituisce una delle colonne portanti dell’economia nazionale. Investire nell’agricoltura significa investire nel lavoro, nella sicurezza alimentare, nella tutela del paesaggio e nel futuro delle nostre comunità», dichiara Campagnuolo.

Il provvedimento punta a sostenere le filiere produttive, valorizzare l’olivicoltura, rafforzare gli allevamenti e favorire l’ingresso dei giovani e delle donne nel mondo agricolo. «È significativo – osserva – che su un tema così strategico il Parlamento abbia trovato una convergenza senza voti contrari».

Il Sannio e il Mezzogiorno protagonisti

Un’attenzione particolare viene riservata alle aree interne, alla Valle Caudina e al Sannio, dove l’agricoltura rappresenta non soltanto un’attività economica, ma anche un patrimonio di competenze, tradizioni e identità.

In questo quadro, le risorse destinate al Piano Olivicolo Nazionale assumono un rilievo specifico per territori caratterizzati da una storica vocazione produttiva. «Occorre sostenere il rinnovamento degli impianti, l’ammodernamento dei frantoi, la qualità delle produzioni e la capacità delle aziende di competere sui mercati», sottolinea Campagnuolo.

Il presidente di Avanti Insieme richiama inoltre le difficoltà quotidiane degli operatori del settore, alle prese con l’aumento dei costi di produzione, dell’energia e dei carburanti, con gli adempimenti burocratici e con le incertezze legate al clima. Per questo, evidenzia, sarà fondamentale tradurre le misure approvate in strumenti accessibili, procedure semplici e tempi certi.

«Un finanziamento è realmente utile quando raggiunge l’impresa agricola, non quando resta fermo tra le procedure amministrative», afferma.

Giovani, donne e ricambio generazionale

Tra gli aspetti considerati più importanti c’è il sostegno all’imprenditoria agricola giovanile e femminile. Per Campagnuolo, creare nuove opportunità significa anche contrastare lo spopolamento delle aree interne, offrendo ai giovani la possibilità di restare nei propri territori, avviare un’attività, recuperare terreni abbandonati e costruire il proprio futuro attraverso il lavoro agricolo.

«Dobbiamo creare le condizioni affinché un giovane possa scegliere di restare nel proprio territorio e trasformare la terra in lavoro, reddito e opportunità», dichiara.

Attuazione rapida e sostegno alle piccole imprese

Archiviato il passaggio parlamentare, la sfida riguarda ora l’attuazione concreta delle misure. Campagnuolo auspica provvedimenti tempestivi, informazioni chiare e un’assistenza efficace alle aziende, soprattutto a quelle di piccole dimensioni, che costituiscono una componente essenziale del tessuto produttivo.

Da qui l’appello a una collaborazione tra Ministero, Regione Campania, enti locali, associazioni agricole e organismi competenti, affinché le opportunità previste da ColtivaItalia siano conosciute e accessibili anche alle imprese delle aree interne.

Agricoltura, presidio del territorio

Nel suo intervento, Campagnuolo ribadisce infine il valore dell’agricoltura anche sul piano sociale e ambientale. Un terreno coltivato, osserva, significa produzione, ma anche cura del paesaggio, contrasto all’abbandono e salvaguardia delle comunità rurali.

«Il Mezzogiorno non chiede privilegi. Chiede gli strumenti per valorizzare ciò che possiede: terra, qualità, competenze e capacità di lavorare. La politica deve sostenere chi produce, chi investe e chi sceglie di costruire il proprio futuro nei nostri territori».

E conclude: «Quando cresce l’agricoltura, cresce l’intero Paese. E quando il Sud agricolo viene messo nelle condizioni di competere, a beneficiarne è tutta l’Italia».