SALOTTO MUSICALE: Vivarelli: “La musica irpina rischia di perdere la sua identità creativa”

Il territorio irpino è stato una fucina di artisti e di cultura per anni, riuscendo sempre a mescolare una natura più intima ad un contesto dinamico in piena evoluzione come quello musicale. Una verità che oggi tuttavia si mette in discussione come ha sostenuto il nostro ospite Walter Vivarelli. Assieme a lui in questo appuntamento del “Salotto Musicale” al b&b “La Torre” abbiamo approfondito le tendenze musicali odierne degli artisti conterranei. Il percussionista irpino, volto noto sia nella provincia Avellinese ma anche fuori, che vanta collaborazioni con personalità del calibro di Eugenio Bennato e Simone Cristicchi, ha esordito ponendo l’accento sull’importanza della qualità del servizio musicale offerto. “Negli anni la scena musicale irpina si è consolidata con gruppi quali “la Lumanera”ma anche gli “Zechetam”, “ i Molotov”, i “Malamente”, i “Macardia” il collettivo folk “Sangria”. Tutti hanno cercato di mettere l’irpinia al centro con produzioni personali ma sempre innovative e di qualità. Oggi – ha proseguito – vedo un sostanziale declino culturale sotto certi aspetti, con generazioni nuove di musicisti che non aggiungono molto al panorama preferendo ricalcare i successi già presenti”. Il batterista faceva riferimento ad una diffusa tendenza a perseguire filoni musicali consolidati senza però aggiungere una contaminazione figlia della personalità di qualsiasi artista. Ci ha spiegato che ha notato una mancanza di varietà e di freschezza nella scena musicale irpina, fatta adesso più di cover e arrangiamenti su melodie e testi già esistenti. Allargando la nostra prospettiva Walter ha citato l’esempio del Salento, dove ai gruppi locali è stata affiancata la partecipazione e l’esperienza di grandi artisti internazionali come Dardust o lo stesso Einaudi. Ad un approccio formativo è stato poi affiancato anche un altro conoscitivo e propositivo. Le amministrazioni territoriali salentine infatti hanno esportato le loro produzioni musicali all’estero. “ Qui in Irpinia si cerca di accontentare il turista con un evento che possa deliziare ma senza soluzione di continuità – ha ribadito il nostro ospite – è necessario costruire un vero e proprio circuito attorno agli artisti locali. Un percorso fatto di formazione, di esperienza e di grande qualità nel prodotto offerto. Noi quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto ma ancora una volta siamo rimasti ostaggi del territorio”. Sono parole forti e d’impatto ma che si rendono necessarie quando si vuole fare un resoconto onesto delle opportunità offerte dalla nostra terra. Emerge infatti una non troppo velata consuetudine comune, oggi come ieri in chi racconta il nostro territorio, ma anche in chi lo vive, di porsi in contrasto agli eventi. Si cerca sempre di alzare una barriera nei confronti di una contemporaneità che cambia e trasforma il paesaggio e le persone. Un approccio così conservativo e refrattario fa in modo che gli eventi, le mode e con essi anche le opportunità vengano assorbite dal nostro territorio quando ormai è troppo tardi per farle fruttare. Walter parlando sempre in riferimento al suo ambito della world music, ha voluto paragonare l’irpinia allo stereotipo dell’Italia. Una terra immersa in un contesto dinamico globale ma che ama ritagliarsi il suo spazio, a volte troppo stretto e per molto tempo, cosicché tutto giunga a noi dopo una lunga fase di “maturazione”. Tornando al panorama musicale irpino, Walter ha voluto affrontare la tematica dell’impatto di AI generative sul contesto musicale. Ha fatto notare come ci sia un generale furor di popolo, seguito a ruota dalla stampa, ma volto all’esaltazione di musica qualitativamente datata e sotto tono. L’artista ha concluso la sua intervista così: “L’irpinia è una terra di cultura e di eleganza musicale popolare. Va rispettata dando i giusti meriti e i giusti mezzi alle tante personalità di valore presenti sul nostro territorio. Abbiamo grandi musicisti, grandi compositori che hanno scritto pezzi di storia musicale e che fanno cultura aggiungendo valore alla nostra terra. Proprio riguardo ciò voglio sottolineare che il mio progetto formativo “la bottega delle arti” in qualità di associazione culturale e promozione sociale sbarcherà al Womex a Las Palmas per portare la nostra storia all’estero. Il nostro territorio ha bisogno di allargare i propri confini, bisogna far conoscere al mondo ciò che di buono c’è in Irpinia”. In chiusura del nostro incontro c’è stato il piacevole ricordo del concerto in verticale, momento molto intenso oltre che occasione di incontro e cultura per la nostra città.