Il 23 ottobre esce Va Tutto Bene, il primo EP di Zemic, progetto solista di Marco Lucchi, cantautore di Cesena. “Va tutto bene” come quando cadi dalle scale ma ti rialzi e vuoi rassicurare chi ti sta intorno. “Va tutto bene” anche se non va poi così bene, ma va bene lo stesso. “Va tutto bene” perché da qualche parte bisogna pur ricominciare.
Zemic si racconta attraverso sei brani che si collocano tra rock alternativo, cantautorato, rumore e un titolo che forse non significa affatto quello che sembra. Zemic è un cantautore che, in realtà, vorrebbe essere una band. E così, nell’attesa di trovarne una, ha deciso di fare praticamente tutto da solo: ha scritto, arrangiato, suonato, registrato e mixato ogni brano dell’EP nel suo Bunker Studio.
Le influenze del rock alternativo italiano della fine degli anni Novanta incontrano il cantautorato e una passione per effetti, distorsioni, rumori e synth poco interessati a comportarsi bene che vanno a sporcare gli arrangiamenti e a costruire una cornice sonora irregolare per testi intimi.
Per chi scrive Zemic
Zemic scrive per se stesso. Per mettere fuori quello che normalmente rimane dentro. Per urlare codici segreti che qualcun altro può fare propri, attraversare, magari sprofondarci dentro, oppure semplicemente lasciare andare.
I sei brani dell’EP nascono da quella parte dell’esperienza personale che non sempre è facile da raccontare. Il risultato è un disco fisico e inquieto, nel quale il dolore non viene necessariamente spiegato o risolto né trasformato in una morale edificante: viene attraversato. Si prende quello che c’è, lo si mette dentro una canzone e si va avanti.
Con una certa ostinazione. A partire dalla title track, “Va Tutto Bene”, il progetto gioca continuamente con una contraddizione.
Perché, alla fine, va mai tutto bene?
La frase che tutti usiamo per tranquillizzare gli altri, o forse noi stessi, qui diventa quasi una provocazione. “Va Tutto Bene” è un lamento travestito da frase di circostanza mentre il corpo si rompe, i pensieri si confondono e il bisogno di essere salvati convive con quello di essere lasciati in pace.
Va tutto bene.
Forse no.
Ma qualcosa resiste.
“L’essenza è ancora qui nelle mie mani. L’essenza è ancora qui nelle mie vene.”
Ed è probabilmente questo il punto di partenza di Zemic: non cercare necessariamente una risposta, ma restare dentro le proprie contraddizioni abbastanza a lungo da trasformarle in canzoni.
L’EP è stato anticipato dai singoli e “Hollywood” e “Disgelo” ed è pensato come un lavoro da ascoltare nella sua interezza. Sei brani che, ascoltati dall’inizio alla fine, restituiscono un’immagine più completa del progetto e della sua identità sonora.
TRACKLIST
Disgelo
Va Tutto Bene
Olè
Hollywood
EHS
Acciaio sulle palpebre

