Addio a Salvatore Loffreda, storico direttore di Coldiretti Campania: «Perdiamo uno di noi»

Quasi cinquant’anni di impegno al servizio della Coldiretti e del mondo agricolo. Il cordoglio del segretario generale Vincenzo Gesmundo e del presidente nazionale Ettore Prandini: «Non perdiamo soltanto un grande direttore, perdiamo Salvatore».

Ci sono notizie che si vorrebbero non dover mai dare. La scomparsa di Salvatore Loffreda, storico direttore di Coldiretti Campania, lascia un vuoto profondo nell’organizzazione e in tutto il mondo agricolo che per decenni ha incontrato e accompagnato nel suo percorso professionale.

Loffreda era entrato in Coldiretti appena ventenne, nella seconda metà degli anni Settanta, e da allora non aveva mai interrotto il suo legame con l’organizzazione. Quasi cinquant’anni trascorsi al servizio degli agricoltori e dei territori, attraverso incarichi e responsabilità ricoperti in diverse realtà: da Caserta a Reggio Calabria, da Cosenza a Salerno, fino ad Avellino, alla Campania e a Napoli.

Un percorso che ha attraversato una parte importante della storia della Coldiretti e che ha lasciato un segno non soltanto per gli incarichi ricoperti, ma soprattutto per il modo in cui Loffreda li ha interpretati. Passione, coraggio, generosità, umanità e un forte senso di appartenenza sono stati i tratti che hanno accompagnato il suo impegno.

«È difficile trovare le parole perché oggi non perdiamo soltanto un grande direttore. Perdiamo Salvatore. Un uomo che era parte della nostra vita e della nostra famiglia Coldiretti, che ha lavorato incessantemente per il bene di tutto il settore agricolo e che ha contribuito a farlo crescere», affermano il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo e il presidente nazionale Ettore Prandini.

Il ricordo si concentra anche sulle qualità personali di Loffreda e sul rapporto costruito nel tempo con dirigenti, funzionari, dipendenti e agricoltori.

«Chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui conosceva la sua forza, il suo carattere, la sua sagacia, la sua capacità di stare accanto alle persone e di non tirarsi mai indietro. Salvatore c’era sempre, in ogni battaglia portata avanti da Coldiretti per gli agricoltori e per i cittadini di tutta Italia. Nei momenti belli e soprattutto in quelli difficili».

Una presenza costante, dunque, che ha accompagnato generazioni di persone all’interno dell’organizzazione. La sua vicenda professionale si è intrecciata con quella della Coldiretti per quasi mezzo secolo, condividendo battaglie, progetti, difficoltà e risultati.

«Ha dato alla Coldiretti una parte enorme della propria vita e la Coldiretti non dimenticherà mai quello che Salvatore ha rappresentato per tutti noi», concludono Gesmundo e Prandini.

Il cordoglio coinvolge l’intera organizzazione, dalla Campania ai territori di tutta Italia. Il segretario generale, il presidente nazionale, la Giunta confederale e tutta la famiglia Coldiretti si stringono alla famiglia di Loffreda, al figlio Carlo e a tutti i suoi cari.

Resta il ricordo di un dirigente che ha fatto della Coldiretti una parte essenziale della propria vita e che, con il suo lavoro, ha contribuito a costruirne una parte importante della storia.

«Ciao Salvatore. La Coldiretti era la tua casa e continuerà ad esserlo».