SALOTTO MUSICALE DA UNA IDEA DEL DIRETTORE EDITORIALE MARCO PISANO A CURA DI –Luis Gentile…
Nella musica spesso la semplicità premia, bastano pochi strumenti e la voce a costruire melodie sensazionali. La pensano così anche Federica Nutini e Sergio D’Ambrosio, ospiti al “Salotto Musicale”. Fortemente legati alla musica cantautorale del territorio e non solo, gli artisti del duo “Bassavoce” hanno risposto ad alcune nostre curiosità e da subito è emersa la loro personalità esplosiva e calorosa. Caratteristica che si manifesta anche nelle esibizioni, trova l’apprezzamento del pubblico e soprattutto ha permesso loro di mettersi in gioco fin dagli esordi.
Quando abbiamo chiesto quale fosse il traguardo più significativo raggiunto, non hanno esitato un attimo: “Senza stare troppo a pensarci su, quella volta in cui siamo stati davvero soddisfatti di noi è stata la scommessa vinta nel puntare a una produzione musicale semplice ma di impatto. Proponendo la volontà di costruire un percorso fatto da pochi strumenti essenziali, come il basso, le percussioni e la voce, molti erano scettici — hanno proseguito — ma già a distanza di un anno il pubblico ha gradito e ci siamo ritrovati per la prima volta su un palco dedicato interamente a noi a Flumeri. Quella è stata la volta, la prima, in cui ci siamo detti: ce l’abbiamo fatta!”
Più visibilità significa però anche maggiori potenziali critiche. Abbiamo approfondito come il duo vivesse i social e il rapporto con i giudizi altrui. Su questo punto la coppia ha espresso una visione non univoca: è stata Federica ad aprire le porte dei social al compagno, inizialmente restio a quel mondo. Entrambi hanno però concordato sull’importanza cruciale dei media digitali, riconoscendo in essi non più un semplice svago ma una necessità per farsi conoscere. “I social sono una vetrina enorme per gli artisti, il modo per farsi conoscere e raggiungere nuovi ascoltatori. Alle critiche ci approcciamo con tanta serenità — hanno continuato — suonerà banale, ma servono per crescere. Abbiamo sempre accolto la maggior parte dei giudizi del pubblico e per fortuna sono stati molto positivi. Non è mancata qualche considerazione più insidiosa, ma ne abbiamo colto il senso e ci siamo impegnati per colmare ogni ipotetica mancanza.”
Le loro parole trasmettono amore per il mestiere e tanta passione, la stessa che confermano essere presente in ogni esibizione live. Hanno aggiunto: “Suonare per noi è vita. La musica ci trasmette sensazioni di un’intensità indescrivibile; cerchiamo, in piena sincerità, di interiorizzare e trasfondere queste emozioni nelle nostre performance. Quando il pubblico apprezza siamo doppiamente grati e certi di aver fatto bene il nostro lavoro.”
In conclusione abbiamo chiesto quale fosse la naturale evoluzione del duo e i loro progetti futuri. Ci hanno confidato di voler realizzare un lavoro più strutturato e approfondito, magari traendo spunto da storie o eventi reali. Sergio ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza della preparazione artistica: “Un musicista spesso si innamora di un genere e lo fa proprio. Mi dà sempre fastidio, ed è condivisibile per molti artisti, quando mi chiedono di fare qualcosa di troppo distante da me e dalla mia formazione. Noi brilliamo in un campo specifico e non solo ce ne siamo appassionati, ma ci siamo preparati a lungo per diventarne specialisti. Ciò non significa che vogliamo restare intrappolati nella nostra zona di comfort. Abbiamo l’ambizione di trovare, quando sarà il momento, uno spazio teatrale più strutturato dove il pubblico possa venire ad ascoltarci in una veste del tutto nuova.”

