Con oltre 400 film giunti da tutto il mondo, 33 opere finaliste suddivise in 6 sezioni di concorso e 11 registe donne, il festival, che quest’anno porta il titolo di “GenitorIAlità”, affronta anche altre tematiche estremamente delicate e attuali come Alzheimer, relazioni tossiche, salute mentale, guerra, povertà e le difficoltà di vivere, solitudine urbana, frontiere, violenza sulle donne, il cambio climatico.
Avrà inizio domani 5 novembre 2026, alle ore 10.30, con un evento di apertura dedicato agli studenti dell’Università Federico II– Dipartimento di Scienze Sociali Campus San Giovanni, la XII edizione del Premio Fausto Rossano – Festival di Cinema del Sociale e della Salute Mentale che quest’anno porta il titolo di “GenitorIAlità” e che, fino al 7 novembre 2026, farà tappa tra La Santissima e il Teatro Bolivar per il nucleo centrale della manifestazione con la proiezione di tutti i lavori e la consegna dei premi. Saranno coinvolti, inoltre, per i successivi incontri, altri luoghi significativi come il Castello Doria ad Angri, Palazzo Caracciolo, Institut Français Napoli, il Teatro Sala Moliére di Pozzuoli e il Pio Monte della Misericordia dove si svolgerà la serata conclusiva del 12 dicembre 2026 con un incontro dedicato ai vari aspetti della genitorialità, tema ispiratore dell’edizione in corso. Il “Premio”, ideato e organizzato da Marco Rossano con la direzione artistica di Sergio Sivori e realizzato con il contributo della Regione Campania e della Fondazione Film Commission Regione Campania, gode del sostegno della Fondazione Pio Monte della Misericordia con il patrocinio del Dipartimento di Scienze Sociali Federico II, l’Ordine degli Psicologi Regione Campania e il Comune di Angri. Sono 33 le opere finaliste, con una quota alta di registe donne (11), suddivise in 6 sezioni di concorso: Cortometraggi, Focus Campania, Animazioni, Studenti, Laboratori e Documentari. Oltre alla genitorialità, emergono anche tematiche come Alzheimer, relazioni tossiche, salute mentale, guerra, povertà e le difficoltà di vivere, solitudine urbana, frontiere, violenza sulle donne, il cambio climatico. «Questa edizione – spiega Marco Rossano, ideatore e organizzatore del Premio –sceglie di mettere al centro della propria riflessione il tema della Genitorialità, una delle esperienze umane più profonde e complesse, attraversata oggi da importanti trasformazioni sociali, culturali ed economiche. Parlare di genitorialità significa riconoscere le vulnerabilità, le paure, le solitudini, ma anche le possibilità di trasformazione, di relazione e di crescita che accompagnano l’esperienza del prendersi cura. Attraverso il linguaggio del cinema – continua Rossano – gli incontri con autori, professionisti e testimoni, il Premio Fausto Rossano intende esplorare queste molteplici dimensioni, dando voce a storie e sensibilità differenti perché la genitorialità non è soltanto un fatto biologico. È importante interrogarsi sul significato della cura, delle relazioni umane e della responsabilità verso gli altri e verso il futuro». Il Premio è dedicato a Fausto Rossano, scomparso prematuramente nel 2012, che nel suo lavoro seppe coniugare la psichiatria con la psicologia analitica junghiana, ponendo al centro la dignità della persona e il riconoscimento dell’altro nella sua interezza. La sua opera, profondamente etica e politica, è stata guidata da un principio fondante: restituire visibilità e dignità a chi ne è privato, a chi resta ai margini o è reso invisibile dai pregiudizi della società. Il suo pensiero poneva al centro l’umanità della persona, nella sua interezza di corpo e spirito, dall’inizio alla fine della vita, al di là di età, condizioni o malattie, in una prospettiva che rifiuta ogni visione riduttiva e normativa dell’essere umano.

