L’Avellino torna da Monza senza punti, ma con una partita addosso che lascia più pensieri che rimpianti. All’U-Power Stadium finisce 2-1 per i brianzoli, una rimonta maturata nel finale che ribalta quanto di buono i biancoverdi avevano costruito soprattutto a inizio ripresa. Il risultato è secco, ma il campo racconta qualcosa di più complesso.
Davanti a oltre duemila tifosi arrivati dall’Irpinia, il Monza prova subito a imporre il proprio ritmo. Palleggio rapido, baricentro alto, pressione costante. L’Avellino però non si scompone. Accetta di soffrire, resta compatto, non perde distanze. La partita si gioca spesso nella metà campo biancoverde, ma senza che il Monza riesca davvero a sfondare. Quando può, l’Avellino riparte e prova a pungere: Biasci e Patierno si ritagliano le occasioni più nitide del primo tempo, mentre tra i pali Daffara diventa una presenza decisiva, respingendo i tentativi di Colpani e Obiang.
Lo 0-0 dell’intervallo fotografa una gara con un padrone territoriale e un ospite attento, vivo, mai rinunciatario. E proprio l’Avellino, a sorpresa ma non troppo, rientra dagli spogliatoi con un’altra faccia. Al 52’ l’azione è pulita, verticale: palla a Biasci, conclusione rapida sul primo palo e vantaggio biancoverde. È il momento in cui la partita sembra girare davvero. Il Monza accusa il colpo, lo stadio mormora, l’Avellino prende fiducia e per qualche minuto dà l’impressione di avere il controllo emotivo del match.
Poi però il peso della gara, la qualità e la profondità della rosa brianzola iniziano a farsi sentire. Il Monza cambia, aumenta i giri, riempie l’area con più uomini. L’Avellino arretra, prova a difendere il vantaggio con ordine, affidandosi ancora a Daffara e alla compattezza del gruppo. La resistenza regge fino al 77’, quando un cross ben lavorato trova la testa di Cutrone: 1-1, tutto da rifare.
Il colpo più duro arriva pochi minuti dopo. All’84’ un episodio in area, un tocco giudicato irregolare, porta al rigore che decide la partita. Pessina va dal dischetto e non sbaglia. In pochi istanti il Monza completa la rimonta, lasciando all’Avellino solo il tempo di provare un ultimo assalto, senza successo.
È una sconfitta che fa male, soprattutto per come arriva. Perché nasce nel finale, perché si costruisce su dettagli che potevano essere gestiti meglio. Ma è anche una partita che non cancella quanto di buono si è visto. L’Avellino ha dimostrato di poter stare dentro una gara complicata, contro un avversario attrezzato per obiettivi importanti. Ha segnato per primo, ha tenuto il campo, ha mostrato organizzazione e personalità. I nuovi innesti non sono sembrati fuori contesto, Le Borgne ha dato sostanza e presenza, giocando una partita concreta, senza fronzoli.

