Indosseresti il tuo cane o il tuo gatto?”, “La morte addosso, 60 concillà inclusi”, “Con chi esci stasera? C’è puzza di morte”. Armati di cartelloni, stampe e fotografie, il gruppo animalista Veg Campania ha scelto una maniera ironica e sottile per esprimere l’indignazione per una carneficina continua, efferata e cruenta perpetrata in nome di una moda crudele: quella delle pellicce.
Il terreno di “battaglia” scelto dagli attivisti Veg è stato il corso Via Vittorio Emanuele di Avellino.Domenica 29 gennaio,  passanti e turisti, non hanno potuto fare a meno di misurarsi con le immagini che mostrano la sofferenza inflitta agli animali da pelliccia portate a spasso tra la folla. Ma la protesta non si è fermata all’effetto shock. Astuti come volpi, i manifestanti si sono inventati un modo “silenzioso” ma molto efficace di attirare l’attenzione. Armati solo di cartelloni e slogan, si sono messi a seguire senza dire una parola, come in processione, tutte le signore vestite di visone e cincillà. Come piccole zanzare non hanno smesso di ronzargli attorno, nonostante il visibile imbarazzo e l’irritazione delle impellicciate.
Parallelamente alla “zanzarata”, i rappresentanti del gruppo Veg in Campania hanno distribuito materiale informativo per sensibilizzare i napoletani e far comprendere che gli animali non sono oggetti, ma soggetti ai quali è dovuto rispetto e il cui diritto alla vita è inalienabile quanto il nostro.
Non sono mancate le dimostrazioni di solidarietà da parte dei passanti sensibili alla causa.
Li chiamano animali “da pelliccia” per il loro manto. Ogni anno nel mondo sono oltre 30 milioni i visoni, gli ermellini, le volpi, gli scoiattoli, le lontre, i cani, i gatti e gli altri animali uccisi per il loro pelo. Sotto il soffice e vistoso capo di abbigliamento sfoggiato in occasione di appuntamenti mondani c’è la loro sofferenza, la loro morte inutile, il loro massacro insensato.
Per confezionare una pelliccia di visione occorrono fino a 34 esemplari della specie, per una di volpe 24. Per il pregiato manto di ermellino si arriva addirittura a 200. Agghiaccianti i metodi adottati per uccidere gli animali. La vanità di una donna “vale” una scarica elettrica di 200 volt: si chiama elettrocuzione ed è la tecnica usata per le volpi. I visoni,invece, vengono uccisi per soffocamento nelle camere a gas con monossido o il biossido di carbonio: una miscela che provoca una morte piuttoste lenta e con dolori lancinanti alle vie respiratorie. Rottura delle ossa cervicali, colpi alla nuca, colpi al muso sono gli altri metodi diffusi di soppressione nei grandi allevamenti. Non si bada alla sofferenza, né alla crudeltà: il manto non dev’essere pregiudicato. Ma da “pre-giudicare”, e senza appello, sarebbero produttori e acquirenti, che, come non badano al sangue sparso o ai soldi spesi, così ignorano il rispetto della vita.