Trevico cammina nell’Arte e per l’Arte. Per un piccolo paese come Trevico è un grande  onore ospitare sessanta opere di artisti internazionali  in esposizione fino al 16 agosto nella terza rassegna d’arte “Arts, Arti visive per l’Europa”  sotto la direzione artistica del maestro Enzo  Angiuoni in sinergia con l’associazione culturale “Irpinia Mia’’ e   Associazione Artistico Culturale ‘’Aura’’  . A decretare il successo dell’evento  il vasto ventaglio di proposte offerte dall’associazione Arteuropa che anche in quel di Trevico ha  voluto coinvolgere artisti da diversi paesi Europei permettendo a quest’ultimi di confrontarsi reciprocamente sulle nuove tendenze dell’arte contemporanea e non solo.

Orgogliosa dei risultati ottenuti la piccola Associazione “Irpinia Mia” ha  fatto scoprire un giovane talento del posto Giovanniello Walter  assai abile  nella tecnica dell’intreccio.

Il cappello-cesto detto Chapeau, realizzato dall’artista, vuole mettere in risalto le peculiarità e caratteristiche di una tecnica artigianale tipica della cultura mediterranea e contadina : L’intreccio di Giunco e Vimini. Una tecnica, che come tutte le tecniche artigianali, oltre la propria produzione di oggetti utili e mai banali, trascina con se una vera filosofia di vita e un atteggiamento sociale. E’ impensabile guardare un cesto di vimini e non immaginarsi tutto il resto come ad esempio un contadino davanti la propria porta mentre lo intreccia.  E da questa scena che ci si può immaginare la cultura Mediterranea, il sole, una sedia impagliata, il lento trascorrere del tempo, la natura. Credo che “oggi” una delle strade possibili per riattualizzare una tecnica artigianale, sia quella di contestualizzare gli oggetti da essa prodotti, creare nuovi scenari di utilizzo, per cui quegli oggetti abbiano motivo d’essere. Così, CHAPEAU, rappresenta una “piccola provocazione” per il futuro, un tentativo di pensare un oggetto legato ad un nuovo scenario di utilizzo per ripresentare una scena ancora presente nell’immaginario collettivo, ma quasi desueta nella realta’…

Questo cappello – cesto è stato presentato per la prima volta a Barcellona poi voluto a Firenze  a Terra-Futura tanto  dai suoi professori dell’università e solo adesso nel suo piccolo paese Irpino dove lo strano oggetto viene indossato dai visitatori della mostra e pronti a portare un ricordo a casa con uno scatto di fotografia.