Per questa settimana l’Istituto Alberghiero (IPSSEOA) ‘Rossi-Doria’ di Avellino, diretto dalla professoressa Maria Teresa Cipriano, ha organizzato due ‘cene tematiche’, che si presentano come un suggestivo viaggio nel tempo e nello spazio. Gli eventi si svolgeranno nella storica sede di via Morelli e Silvati, totalmente rinnovata e curata in ogni dettaglio tecnico ed estetico.

La cena di martedì (ore 20:30) esalterà il tricolore transalpino: confrontandosi con la gastronomia francese, gli studenti  hanno approfondito la conoscenza di un mondo che qualcuno di loro ha voluto simpaticamente definire ‘antropologia cultural-culinaria gallica’. Erika Natalino ci ricorda che il tema specifico della serata (“Goût de Good France”) esalta la più che mai attuale prospettiva salutista: “ci siamo tuffati volentieri in un progetto che, celebrando la cucina tipica francese, rispetta le caratteristiche del ‘bien manger’ e del ‘respect de l’environnement’, utilizzando meno grassi, zuccheri e sale, con una interessante proposta di piatti alle verdure. Studiando a fondo le consuetudini alimentari e socioculturali della Francia, abbiamo scoperto un mondo che ci era noto solo superficialmente”. L’evento sarà suggellato dal saluto in video di monsieur Jean-Paul Seytre, console generale di Francia e direttore dell’Institut Français di Napoli.

Giovedì (ore 20:00) gli ospiti potranno invece rivivere le incantate e lontane atmosfere dell’evo antico. La cena sarà infatti dedicata alle “vivande e bevande nell’antica Pompei”. L’entusiasta Gerardo Fasolino sottolinea che il menù è articolato nei tre canonici momenti del pranzo romano: si comincerà con la degustazione del “convivium commissatio” (aperitivo) per proseguire con una serie di prelibatezze d’epoca (ne ricordiamo solo qualcuna: il “moretum” o formaggio all’aglio; la “brassica pompeiana” o cavolo in salsa di garum; il “porcellus assus” o maialino arrostito al garum e miele di castagno guarnito con ortaggi al vino Falernum). L’appuntamento suggella un lungo percorso di studio cominciato con sopralluoghi agli scavi e proseguito con certosine ricerche sulla gastronomia dell’epoca. Particolare attenzione è stata rivolta ai numerosi reperti carbonizzati rinvenuti nelle ‘domus’, che si sono rivelati molto utili per delineare le abitudini alimentari dei pompeiani e per comprendere qualità e pregi dei più diffusi prodotti locali.

L’esperienza delle cene tematiche (oggetto degli eventi precedenti sono stati: le tradizioni natalizie, il ‘piacere’ del cibo secondo Leopardi, il cinema di Ettore Scola) sta mettendo in luce un’azione didattica corale e innovativa. È una bella  prova di una comunità che sa ancorarsi agli orizzonti scolastici europei.