AVELLINO – Sabato 28 aprile, alle ore 17.30, nell’ex Carcere Borbonico di Avellino, sarà inaugurata la mostra “Capolavori della terra di mezzo. Opere d’Arte dal Medioevo al Barocco”.
Il progetto, promosso dalla Provincia di Avellino, in partenariato con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, i Comuni di Avellino, Ariano Irpino, Mercogliano e Sant’Angelo dei Lombardi, le Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, di Avellino, di Nola, le Arcidiocesi di Benevento e Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, l’Abbazia Territoriale di Montevergine e l’A.IR. Autoservizi Irpini S.p.A., cofinanziato dall’Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania, rientra tra gli eventi promozionali di risonanza nazionale ed internazionale, improntato al “racconto” della Campania attraverso una moderna attività di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale campano, collegata coerentemente con quanto previsto dal PO FESR Campania 2007-2013 Asse 1 – Obiettivo Operativo 1.9.
 
La mostra offre la possibilità  di intraprendere un ideale viaggio nella storia, nell’arte e nel territorio dell’Irpinia, in un contesto espositivo omogeneo, di grande rilievo architettonico quale è l’ex Carcere Borbonico, presentando al grande pubblico un vero e proprio patrimonio d’arte misconosciuto che, studiato per l’occasione dai più eminenti cultori di storia dell’arte meridionale, ha rivelato interessanti novità documentarie e critiche.
L’esposizione corre sul filo della narrazione, in una ragionata successione cronologica, dall’età medievale al tardo barocco, raccontando per immagini, colori ed emozioni, attraverso 75 opere di artisti noti  come il Fanzago, il Solimena, il Guarino, il Borghese, il Curia, o meno noti come il Cenatiempo, il  D’Amato, il Ricciardi, o  personalità riconosciute ma non individuate come il Maestro di Fontanarosa, il Maestro di Gesualdo, il Maestro dell’Agro Nolano, la storia dell’arte irpina così come inserita nell’ambito di quella meridionale ed italiana. Le opere in mostra provengono da molti paesi della provincia e in gran parte da edifici religiosi  considerato che, fin dal Medioevo, periodo in cui la chiesa è l’unica forma di “museo pubblico”,  il clero è il principale committente di opere d’arte. Le immagini in esposizione sono di grande suggestione ed impatto iconico, connesse all’uomo, alla sua memoria, al suo sentimento religioso, alla sua sfera emozionale e devozionale. Allo stesso tempo esse raccontano la microstoria –  i committenti, il paese, la grazia ricevuta – e la storia dell’Italia e dell’Europa – le dominazioni che si sono succedute, l’influenza politica della Chiesa, la Riforma, la Controriforma – in una successione espositiva che scandisce i periodi  e le vicende storiche.
Obiettivo del progetto è promuovere la valorizzazione dell’Irpinia attraverso la conoscenza del patrimonio storico-artistico del territorio, un’area geografica definita dai Longobardi terra del latte e del miele, denominata di mezzo per la funzione strategica avuta nei secoli come collegamento tra il mar Tirreno e le sponde adriatiche, percorso obbligato per uomini e armenti, per eserciti e pellegrini.
La mostra è uno degli eventi progettati per far conoscere ed apprezzare il territorio irpino, rilanciando l’interesse per un turismo di qualità, individuando itinerari culturali e religiosi, di devozione e arte, da suggerire ai visitatori che oltre ad avvicinarsi alla bellezza vogliano arricchire di significato spirituale la conoscenza di una provincia ricca di suggestivi luoghi d’arte, di fede, di bellezze naturali. L’incremento della domanda turistica sicuramente solleciterà lo sviluppo delle attività di settore, un potenziale ancora poco incrementato che potrebbe rappresentare una risorsa importante nella svolta economica della provincia irpina.
A corredo della mostra è stato realizzato il catalogo delle opere edito dalla casa editrice Consorzio Arte’m- net – Prismi editrice politecnica, che fornirà, mediante saggi e schede critiche redatte da esperti del settore ed illustri storici dell’arte di fama internazionale, un utile strumento di consultazione, documentazione e riflessione sull’argomento.
 
Alla cerimonia di presentazione che si terrà alle 17.30 interverranno, con i curatori del progetto, Cosimo Sibilia, Presidente della Provincia di Avellino, Giuseppe De Mita, Vicepresidente della Regione Campania ed Assessore al Turismo e Beni Culturali,  Gregorio Angelini, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, Maura Picciau Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Salerno e Avellino. Modererà l’incontro Paolo Romano addetto stampa della Soprintendenza BSAE di Salerno e Avellino.