Sarà presentato sabato 8 aprile, alle ore 9,45, presso, il Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni, il libro  “L’Italia di Salò” (Il Mulino editore), di Mario Avagliano e Marco Palmieri. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Cava de’ Tirreni (che sarà rappresentato dal Sindaco Vincenzo Servalli) e dall’Associazione Giornalisti Cava Costa d’Amalfi “Lucio Barone” (che per l’occasione, attraverso il suo Presidente Emiliano Amato conferirà ad Avagliano la carica di socio onorario), con il patrocinio del Rotary Club di Cava de’ Tirreni e delle Associazioni “Amici della Terza Età Antico Borgo” e “Sei di Cava se…”, che saranno rappresentati dai Presidenti Fabrizio Budetta, Angelo Canora e Maria Silvestri. Relazioneranno Gianfranca Baldi, docente di storia presso il Liceo Scientifico “A. Genoino” di Cava, e lo stesso Mario Avagliano. La conduzione e l’introduzione saranno affidati a Franco Bruno Vitolo.

Il lavoro si colloca sulla scia dei precedenti lavori dei due autori, in cui, attraverso resoconti di polizia, corrispondenze intercettate dalla censura, diari, memorie e documenti editi e inediti hanno scandagliato il ventennio fascista, gli eventi della guerra e della Resistenza, le persecuzioni razziali, le deportazioni politiche. Ed ha già conquistato molti consensi, fino a godere di una recensione di due pagine sul “Corriere della Sera” a firma di Paolo Mieli.,

 

Avagliano e Palmieri puntano a ricostruire le motivazioni e i sentimenti che indussero molti italiani a stare dalla parte dei nazifascisti, in quei due drammatici anni in cui l’Italia era drammaticamente divisa tra partigiani e sostenitori della Repubblica Sociale Italiana, tra la speranza della democrazia e della libertà e il ritorno al Fascismo sotto la guida del Duce.

Il libro ricostruisce la storia di coloro che aderirono alla Repubblica di Salò, fondata nel Centro Nord dell’Italia nel settembre 1943 da Mussolini (con la supervisione di Hitler) dopo la personale caduta del 25 luglio, la sua liberazione ad opera dei nazisti, l’armistizio dell’8 settembre, lo sbarco degli alleati angloamericani e la formazione di un nuovo governo italiano nel Centro Sud.

Al centro dell’attenzione, quindi, i volontari, i coscritti, gli internati in Germania che «optarono» per la Rsi, i prigionieri degli Alleati che rifiutarono di collaborare, le seimila ausiliarie e i fascisti che operarono nelle zone già liberate, compresa la Campania e il salernitano. In tutto oltre mezzo milione di aderenti, volontari o forzati, che vissero i venti mesi della guerra civile «dalla parte sbagliata».

 

Mario Avagliano, giornalista e storico, cavese di origine, residente a Roma, collabora alle pagine culturali del «Messaggero» e del «Mattino». Tra i suoi libri: “Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945”; “Gli internati militari italiani” (2009), “Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia” (2010), “Voci dal lager” (2012), tutti pubblicati da Einaudi, oltre a “Il partigiano Montezemolo” (Baldini & Castoldi, 2012) e  “Di pura razza italiana. L’Italia “ariana” di fronte alle leggi razziali” (Baldini & Castoldi, 2013) e, per il Mulino, “Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte” (2014). Nel dicembre scorso è stato insignito dai suoi concittadini del Premio “Cavesi nel Mondo”.