Sono i ragazzi della squadra Tembota, provenienti dall’Istituto Tecnico Commerciale Bramante di Pesaro, i vincitori assoluti della quarta edizione italiana di Young Business Talents (YBT), il programma rivolto a tutte le scuole italiane basato su un simulatore d’impresa che permette ai giovani di prendere decisioni all’interno di un’azienda.

I vincitori hanno dato una performance straordinaria, producendo – unici in tutto il concorso – un profitto virtuale superiore ai cento milioni di euro.

Le squadre finaliste si sono divise un montepremi di 11.670 euro. In dettaglio, le 15 squadre meglio classificate in ognuna delle 15 simulazioni della finale hanno ottenuto 400 euro ciascuna.

In aggiunta, le cinque finaliste che hanno raggiunto il massimo profitto (cioè i vincitori assoluti) hanno ottenuto 600 euro (la prima), 480 euro (la seconda), 360 euro (la terza), 280 euro (la quarta) e 200 euro (la quinta).

Gli insegnanti e gli istituti scolastici hanno ricevuto a loro volta dei premi.

L’iniziativa è organizzata da NIVEA, attraverso l’uso di un simulatore sviluppato dalla software house Praxis MMT, che nell’ambito delle sue attività di responsabilità sociale aiuta i giovani e, di conseguenza, le famiglie, a migliorare le loro prospettive professionali.

Degli oltre 3.900 ragazzi iscrittisi (in aumento di oltre l’11% rispetto allo scorso anno), che hanno dato vita a 1124 gruppi – altrimenti detti “aziende virtuali” – in gara (nella precedente edizione erano 1041), e dei 2.237 semifinalisti scremati a febbraio, in 274 si sono contesi la vittoria in finale, ieri, venerdì 5 maggio a Milano, presso Superstudio di via Tortona.

La finale, aperta da Luisa Bianchi, Direttore Risorse Umane Management Unit Sud Europa di Nivea, è stata condotta da Valentino Magliaro, Ambassador per l’Italia del TEDx Youth, con gli interventi del noto youtuber Edoardo Mecca.

 

 

I vincitori

Vincitrice assoluta è, come detto, la squadra Tembota dell’ITC Bramante di Pesaro, composta da Dario Ciacci, Mattia Paoletti, Giulio Pacini e Zaccaria Pettinelli.

Seconda classificata Notbusiness dell’SS Salvatore Pizzi di Caserta, composta da Daniele Maria Scalera, Paola Cafaro, Raffaele Salemme e Vittorio De Iasio.

Terza classificata: Upanddown dell’IIS Fanno di Treviso: Matteo Guzzo, Alessia Mazzer, Anna Dalto e Aulona Bislimi.

Quarta classificata: Crautilovers dell’Istituto Marie Curie di Pergine Valsugana (TN): Romina Pallaoro, Nicholas Pedenzini, Desy Eccel.

Quinta classificata: Overtime dell’ITC Sansovino di Treviso: Carlo Nespolo, Cristian Serafin e Anna Borgolotto.

I finalisti provenivano da 15 regioni italiane per un totale di 75 squadre. La provincia che ne ha fornite di più è quella di Roma (10). Alla provincia della capitale spetta anche il primato del numero di finalisti (37), seguita da quella di Treviso (30), da quelle di Milano e Bari (14 ciascuna), da Ragusa (11) e poi da tutte le altre.

Le scuole che hanno espresso più finalisti (otto a testa) sono: l’IIS Ruggero II (provincia di Avellino), l’IIS Via di Saponara 150 e l’ITCG Paolo Toscanelli (Roma), l’ITC Falcone (Savona), l’IIS M. Bianchi (Monza-Brianza), l’ITC Bramante (Pesaro-Urbino), l’ITC L. Da Vinci (Messina), l’IIS Vico-Gagliardi-Umberto I (Ragusa), l’IIS Fanno e l’ISISS Da Collo (Treviso), l’ITT Mazzotti (Treviso) e l’IIS Luigi Luzzatti (Venezia).

 

L’apprezzamento dei docenti

Young Business Talents è un business game sempre più valorizzato nelle scuole italiane, perché esalta il learning by doing. «I benefici sono tanti», dichiara il Professor Roberto Cardinale, docente di Economia aziendale nel triennio di Sistemi informativi aziendali dell’Istituto Ruggero II di Ariano Irpino (AV). «Si sviluppa la passione per la disciplina, si collega teoria a pratica e, soprattutto, si accende il fuoco interiore dei giovani, che vengono messi in sana competizione fra loro. Anche il nome di Nivea riveste un ruolo, perché è conosciuto e motivante, e, derivato com’è dal latino, conferisce un’immagine universale al progetto, superiore a confini e nazionalità».

«E’ un modo diverso e innovativo di proporre contenuti», afferma la professoressa Laura Arrigoni, docente di Economia aziendale presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco. «Per me questo business game è la base della didattica, perché consente ai ragazzi di appropriarsi dei contenuti della disciplina attraverso la pratica e dando risposte ai problemi che via via emergono durante il gioco. Esattamente come accade nella vita, non solo lavorativa. I miei studenti apprendono, grazie a Young Business Talents, che le cose, se vuoi riuscire, devi farle davvero, credendoci e curando ogni dettaglio. In questo game devi prendere 113 decisioni, e se ne sbagli una sei fuori. Per cui devi mantenere altissima la concentrazione e la soglia d’attenzione, e alto deve continuare a essere anche l’entusiasmo (il progetto dura quattro mesi, ndr), sia pure nell’ambito di scadenze fisse improrogabili».

 

L’alternanza scuola-lavoro

Questa quarta edizione di Young Business Talents è stata la prima a tenersi in Italia dopo l’entrata in vigore della nuova legge di riforma n° 107/15 (altrimenti detta “la buona scuola”), che all’art. 1 dal comma 33 al comma 44 introduce e regolamenta l’obbligo di alternanza scuola-lavoro per tutti gli alunni del triennio delle scuole secondarie di secondo grado nella misura di 200 ore nei licei e 400 ore negli istituti tecnici e professionali, fruibili anche durante il periodo di sospensione dell’attività didattica e all’estero.

L’utilizzo del simulatore e la partecipazione al concorso valgono 120 ore nel contesto del programma Impresa Formativa Simulata.

Ricordiamo che, ai sensi della legge, in sede di esame di Stato i progetti di Alternanza Scuola Lavoro e Impresa Formativa Simulata peseranno ben 40 punti contro i 25 attuali, e le prove scritte potranno valere un massimo di 20 punti ciascuna (oggi le tre prove scritte valgono 15 punti a testa e nel colloquio si può arrivare a un massimo di 30).