AVELLINO – Si terrà domani, venerdì 28 ottobre, alle ore 15.30, presso l’Aula Magna del Tribunale di Avellino il convegno da titolo “La Toga  – Simbolo, identificazione, appartenenza e funzione sociale; evoluzione storica”, fortemente voluto dal direttivo della sezione AIGA di Avellino in collaborazione con l’Associazione Avvocati Cristiani.
L’evento sarà l’occasione per un confronto in merito all’uso ed al significato della toga che da sempre contraddistingue l’amministrazione della giustizia.
A introdurre e moderare il dibattito l’Avvocato Giuseppe Di Gaeta, responsabile A.N.A.C. del foro di Avellino e consigliere dell’Aiga Avellino. I saluti saranno affidati al Dottore Massimo Amodio, Presidente del Tribunale di Avellino, all’Avvocato Biancamaria D’Agostino, vicepresidente dell’Ordine degli Avvocati di Avellino e al Dottore Angelo di Popolo, Procuratore Capo della Repubblica di Avellino. Gli interventi saranno a cura di: Avvocato Giovanni de Lucia, Presidente onorario dell’Ordine degli Avvocati di Avellino; Avvocato Silvio Piantanida, Docente di Procedura Penale presso l’Università Partenope di Napoli; Avvocato Walter Mauriello, Presidente dell’Aiga Avellino; Dottore Roberto Patscot, Sostituto Procuratore della Repubblica di Avellino; Avvocato Generoso Benigni, Direttore del periodico Nuovo Meridionalismo; Avvocato Massimo Preziosi, Presidente della Camera Penale Irpina; Avvocato Gerardo di Martino, Presidente Associazione Giovani Penalisti Irpini.
Ai partecipanti al convegno saranno riconosciuti 4 crediti formativi inerenti alla deontologia forense.
“La toga è il simbolo della legalità perché sintetizza l’azione solenne che giornalmente l’avvocato compie a tutela dei diritti – ha dichiarato l’Avvocato delegato Aiga Luigia de Girolamo –. Con questo approfondimento l’avvocatura vuole dare un segnale alla cittadinanza e alle istituzioni finchè la giustizia sia vissuta nella vera essenza con la necessaria intermediazione dell’opera intellettuale del legale. Si tratta di un convegno con argomenti molto interessanti non solo per gli esperti della materia ma per la cittadinanza tutta.”
 
“Ottimo è quell’avvocato di cui il giudice, finita la discussione, non ricorda ne i gesti, ne la faccia ,ne il nome: ma ricorda esattamente gli argomenti, che, usciti da quella toga senza nome, faranno vincere la causa al cliente”.