Di  Laura Serluca – Essere stranieri nel proprio territorio è un esperimento pericoloso. Questo è un articolo di denuncia. Due siti archeologici, entrambi localizzati a Nord del centro cittadino di Ariano Irpino ossia l’abitato neolitico della Starza ed il centro romano di Aequum Tuticum versano attualmente in uno stato di degrado ed abbandono inverosimile. La storia rinuncia ad essere silenziosa se è l’indignazione a prendere il sopravvento. La collina della Starza è uno dei siti di maggior interesse per la Preistoria e la Protostoria italiana. Il Neolitico è testimoniato da reperti discontinui e dai resti di una capanna e di un fossato , databili al V millennio a. C. Un nucleo abbastanza significativo di materiale proveniente dai primi scavi è esposto presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Tuttavia, è a partire dagli inizi dell’età del Bronzo Medio che la collina della Starza ha restituito un quadro tra i più completi della “ Civiltà Appenninica “ ( XVIII – XIII secolo a. C ) dell’intera Italia Meridionale. La storia rifiuta di essere delicata. È libera. Per molti, sconosciuta. Ed altri ancora,  pur conoscendola fingono che non esista. Ciò risulta essere maggiormente vergognoso quando ad essere latitanti e disinteressati sono gli enti che dovrebbero occuparsi di valorizzare il patrimonio storico e culturale di questo territorio. Gli scavi hanno portato alla luce ben nove livelli di abitazioni sovrapposte. Capanne di forma ovale con uno zoccolo in pietra, sostegni centrali e pavimentazioni realizzate compattando frammenti di coccio documentano in maniera esauriente tutta la fase dell’Appenninico. Oltre a frammenti ceramici di particolare rilievo e bellezza, in alcuni di questi livelli sono stati rinvenuti anche due forni per la lavorazione del metallo. Gli scavi hanno inoltre restituito alcuni oggetti in bronzo ed asce ed altri strumenti ottenuti attraverso varie forme di fusione. I materiali appenninici provenienti dalla Starza confermano, per varietà di motivi decorativi e di tipologie, l’importanza del sito che, essendo situato all’incrocio di strade obbligate di passaggio, ha partecipato attivamente agli scambi culturali dei due versanti appenninici, quello adriatico e quello tirrenico. Quest’area risulta inoltre essere testimone di alcune delle peculiarità dell’età sannitica ed oltre. La storia si agita fra le sue tracce. È nell’Antiquarium di Ariano Irpino che sono esposti i reperti archeologici più significativi provenienti dagli scavi recenti nel sito della Starza di cui però rimane ben poco se non la storia che stenta ad avere risposte. La memoria calpestata a rate ed incuriosita da tale insensibilità non può far altro che trasformarsi in mutismo. La sua solitudine non può non essere la debolezza di un territorio che vive di contraddizioni e chiusure non riuscendo a riconoscere peraltro il valore e l’importanza di uno dei siti archeologici più antichi della Campania.