Lunedì 16, mercoledì 18 e giovedì 19 giugno 2014, nell’ambito del prestigioso Roma Fringe Festival, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Il Fulmine nella terra. Irpinia 1980”, scritto e diretto da Mirko Di Martino e prodotto dal Teatro dell’Osso con il patrocinio del Ferstival Internazionale di Giffoni Valle Piana.
Lo spettacolo è un monologo teatrale che, basandosi su articoli di giornale, testimonianze e documenti originali, ricostruisce accuratamente i primi giorni del terremoto in Irpinia e in Basilicata del 1980. Da quattro anni, l’attore Orazio Cerino è chiamato a una prova molto difficile: raccontare al pubblico, in soli 50 minuti, eventi che hanno sconvolto la vita e la storia di intere comunità. Ci riesce grazie a uno sguardo a volte ironico e a volte crudo, sempre partecipe, mai distaccato, che gli ha fatto meritare una nomination come miglior attore al Premio “Landieri” per il teatro civile. “Il Fulmine nella terra” non è una fredda cronaca degli avvenimenti ma; al contrario, racconta con attenzione le tante storie delle vittime e dei soccorritori, i ritardi, l’impreparazione e gli errori dei soccorsi. Un po’ alla volta, emergono le voci dei sopravvissuti e delle vittime, le storie dei comuni rasi al suolo, di quelli dimenticati, di quelli invasi dalle TV, di quelli cancellati dal sisma e ricostruiti da un’altra parte.
“Lo spettacolo”, dice Mirko Di Martino, “è soprattutto una riflessione sulla storia italiana. Non ho scritto questo testo per commemorare il Terremoto, ma per spingere il pubblico a guardarsi indietro cercando di recuperare ciò che è stato perso, quei legami interrotti in maniera tragica che ancora oggi fanno sentire la loro assenza. Nel testo racconto l’incontro tra due Italie diverse che, fino al 1980, erano sconosciute l’una all’altra: la povera e isolata Irpinia da una parte e la ricca e attiva Italia del Nord dall’altra. Il sisma fu un’occasione per conoscersi, i mesi che seguirono furono una scoperta, un momento ricco di speranze. Questo incontro, però, fu anche molto difficile e carico di pregiudizi, sia dall’una che dall’altra parte.”
“Il Fulmine nella terra” è il racconto di un’epoca che sembra molto più lontana di quanto  sia in realtà, un’ironica e a tratti dolorosa narrazione dell’Italia del 1980 rivissuta attraverso le musiche, i film e la TV di quegli anni, che rendono ancora più amaro il contrasto tra la spensieratezza dell’Italia da bere e la tragicità dell’evento sismico.
Si legge nelle note di regia dello spettacolo: “Trent’anni fa, l’Italia cantava “Disco Bambina” con Heather Parisi, esultava per l’oro di Pietro Mennea, indossava i pantaloni stretti di Miguel Bosè, ballava al suono della Disco-music. Trent’anni fa, l’Italia si guarda allo specchio nelle macerie dell’Irpinia e non si riconosce: troppe cicatrici sul suo volto, troppe piaghe non ancora sanate, troppa gente dimenticata. I bambini di trent’anni fa sono cresciuti e oggi si guardano alle spalle e non trovano più nulla. I paesi dei loro padri sono luoghi stranieri, città lontane nel tempo, cartoline inviate da un mondo che non hanno mai conosciuto. Rievocare Il 23 novembre 1980 con i mezzi della  a teatro significa cercare di posare un ponte sul fiume della memoria, significa provare a riallacciare i legami tra due epoche, due generazioni, due mondi, che dividono la stessa terra senza mai toccarsi”.