E’ uno degli attori più amati dal pubblico avellinese. Saluterà l’anno nuovo interpretando un grande classico della drammaturgia shakespeariana. Un impianto scenico imponente vedrà 18 attori muoversi sulle note composte per l’occasione dal Premio Oscar Ennio Morricone.

 

Sabato 3 alle ore 21 ed in replica domenica 4  gennaio alle ore 18.30, il Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino saluta il gradito ritorno di Massimo Ranieri che smette i panni dello showman per vestire quelli regali del Riccardo III di William Shakespeare.

 

Il Riccardo III per la regia di Massimo Ranieri e la traduzione e l’adattamento di Masolino D’Amico, uno dei massimi anglisti al mondo, è il quinto appuntamento della rassegna di “Grande Teatro” per la XIII stagione teatrale del “Carlo Gesualdo”, organizzata in sinergia con il Teatro Pubblico Campano diretto da Alfredo Balsamo.

 

Uno spettacolo imponente, concepito per i grandi palcoscenici all’aperto, con 18 attori, e le musiche originali composte appositamente dal Maestro Ennio Morricone. Le scene saranno curate da Lorenzo Cutuli, mentre i costumi sono firmati da Nanà Cecchi. Il disegno delle luci sarà affidato a Maurizio Fabretti per la direzione tecnica di Marco Pupin.

 

«E’ un titolo che ho in testa da vent’anni. Ad inculcarmi quest’idea fu un mio caro amico palermitano, ex professore di filosofia, oggi novantenne, che un giorno mi disse “saresti un grande Riccardo III” – racconta Ranieri – Quello di Riccardo III è un ruolo con cui, prima o poi, ti devi scontrare e confrontare»
Massimo Ranieri porterà in scena Riccardo III, un personaggio straordinario, prismatico, uno dei più famosi malvagi della storia del Teatro e del Cinema, interpretato negli anni da mostri sacri come Laurence Olivier, Ian McKellen, Al Pacino.

 

«Via via che continuavo a leggere e rileggere il testo shakespeariano mi è apparso sempre di più in bianco e nero. Anzi, in bianco e noir. Perché se il giallo svela le colpe dalla parte dei buoni, il noir ci fa guardare il mondo con gli occhi dei colpevoli, ci spinge a scoprire fin dove possono arrivare le radici dell’umana cattiveria – spiega Ranieri – Questo Riccardo III l’ho immaginato inquietante e accogliente, proprio come quei grandi film noir che abbiamo profondamente amato. Per provare a intravedere sulla scena l’eterno mistero del male».

 

«Le musiche sono state da me pensate senza esclusione di continuità in modo che l’intera sinfonia possa essere usata con libertà, indipendentemente dalla cronologia spiega il Maestro Morricone – Quando un grande del nostro Teatro, come l’amico Massimo, mi ha dato l’incarico di preparare per lui questa musica, mi è sembrato giusto offrirgli un grande affresco musicale che vivesse i particolari del racconto ma dentro il quale Massimo si sentisse libero di usare opportunamente i vari brani che compongono la Sinfonia per Riccardo III».

 

Per maggiori informazioni è possibile telefonare al numero 0825.771620