GESUALDO – La suggestione del Natale si arricchisce di manifestazioni rievocative che sanno spesso donare intensità ed armonie sconosciute, dove la misticità delle scene si uniche alle tradizioni popolari rendendo gli ambienti e luoghi magici palcoscenici di umanità.
Nell’Irpinia dei borghi e dei castelli, tra le tante manifestazioni natalizie,  il Presepe Vivente di Gesualdo rappresenta una virtuosa rappresentazione di religiosità, tradizione e storia in un contesto unico e quindi affascinante. La cittadina di Gesualdo è posta nel cuore della Verde Irpinia, arroccata a forma di ventaglio su un colle che domina la valle del Calore. Di origini antichissime, fu baluardo di difesa dei confini meridionali del Ducato di Benevento e nel rinascimento dimora del tormentato Principe dei Musici Carlo Gesualdo, che scelse l’amenità di quei luoghi per dedicarsi alla sua arte. Gesualdo è uno dei paesi più belli dell’Irpinia.
L’utilizzo di materiali tipici, quali la pietra ed il legno, la loro sapiente messa in opera e le innumerevoli presenze di elementi decorativi di pregio, fanno sì che l’intero borgo rappresenti una continua piacevole scoperta. Sotto l’imponenza del Castello e dei suoi bastioni, tra vicoli stretti ed anguste stradine, ogni angolo è una scoperta di elementi scolpiti in pietra, portali e lesene, logge e giardini interni che impreziosiscono sia gli edifici dove sono collocati che l’intero borgo. Le piazze, le fontane, le infinite scale in pietra che si arrampicano fino al castello caratterizzano l’impianto a cascata del borgo, al punto di farlo diventare un paese da riprodurre per la realizzazione di un presepe.
La lunga storia del Presepe vivente inizia negli 90, quando pochi giovani del Movimento Giovanile, coinvolgendo altri abitanti del paese, davano vita per la prima volta alle Sacre Rappresentazioni. Sono trascorsi da allora tanti anni e con il definitivo restauro del centro storico, il presepe vivente è cresciuto di intensità: oggi il Comitato Organizzatore, insieme all’Associazione Astrea Gesualdo ed alla Proloco Civitatis Iesualdinae,  fa muovere attorno a sé un patrimonio di risorse umane notevole, che fa rivivere all’interno di questa piccola Betlemme nostrana, scorci di vita quotidiana di una tipica comunità contadina dei primi anni del Novecento. Non ci sono personaggi e interpreti, ognuno è, o è stato, quello che rappresenta, non si mimano le tecniche, ma si padroneggiano, ridando vita a quegli antichi mestieri quasi dimenticati: ecco lo scalpellino, che modella la dura pietra di Gesualdo, il fabbro, il ciabattino ed il canestraio che ripetono gli antichi gesti, le donne, vere nonne, vere mamme e vere massaie che spargono nell’aria profumi di cucina piacevolmente molesti.
Preparano pasta, pane e cibi vari che da tempo immemore venivano ed ancora oggi vengono preparati nella famiglia contadina, stretta intorno al focolare. La tradizionale manifestazione ha il pregio di riunire e coinvolgere una intera comunità: anziani, giovani e bambini (il Bambinello è generalmente l’ultimo nato dell’anno a Gesualdo), facendoli lavorare insieme e presentandosi come espressione di solidarietà, al di là della poesia e dell’emozione religiosa.
Ogni anno, il 28 ed il 29 dicembre, lontani dai bagliori delle decorazioni natalizie, la tenue luce delle fiaccole conferisce ai luoghi ed agli antichi palazzi di Gesualdo quella magica semplicità per cui è impossibile non sentirsi tutti più buoni.