L’estate è finita. È tempo di bilanci. Harambee – Movimento per i Beni Comuni riparte con la sua attività e col suo attivismo politico e non può esimersi dal tracciare una linea ed esprimere la propria opinione su come è stata gestita l’estate arianese 2012. Abbiamo assistito ad alcune polemiche e a molte contraddizioni. Noi abbiamo una idea precisa. Sentiamo di potere esprimerci liberamente e al disopra di ogni sospetto per il semplice fatto che non rientriamo fra coloro che avevano chiesto risorse all’amministrazione.
Abbiamo assistito ad un incremento di turisti, e questo è un fisiologico effetto della crisi economica per la quale in molti hanno scelto di tornare nella propria città natale e non spendere soldi in costosissime località rinomate. Pertanto se abbiamo visto qualche presenza in più nessuno pensi di vendersi il fenomeno come risultato politico personale. L’estate arianese è stata fondamentalmente povera, priva di integrazione fra eventi e soggetti organizzatori, ma ciò che soprattutto ci è dispiaciuto è stato vedere il centro storico abbandonato a sé stesso.
L’evento “Vicoli e Arte” è stato a nostro giudizio, e non solo, sensibilmente sotto tono rispetto ad una qualità accettabile e rispetto alle passate edizioni. Sarà che ci ricordiamo con molta nostalgia le edizioni gestite dall’arch. Iuorio, ma abbiamo un’altra idea della valorizzazione di un centro storico.
Stesso discorso per la manifestazione delle Sante Spine. A noi di Harambee viene spontaneo il paragone con quella organizzata e gestita dai D’Antuono. Ci domandiamo: quando qualcosa ad Ariano viene bene perché non si riesce a preservarla e mantenere almeno la stessa qualità?
La giornata dei bambini è stata, a nostro giudizio, molto costosa. Con 4400 euro si potevano finanziare anche 4 giornate per i bambini e non una sola. E poi, conoscendo noi bene la scala delle priorità politiche di Ariano, un importo del genere in una città dove non si riescono a tenere aperti tre asili nido ci pare una caduta imperdonabile di buon senso.
La scelta della cantante del 14 agosto è per noi almeno discutibile. Avremmo certamente preferito un altro tipo di spessore e indirizzo culturale e musicale. Abbiamo in Italia una scuola cantautorale e di musica leggera in generale fra le migliori d’Europa. Non capiamo per quale motivo si sia scelto di spendere 19 mila euro per una ragazzina, per giunta conosciuta quasi esclusivamente da fasce ultra giovani, che proviene da un paradigma artistico e culturale così frivolo e superficiale.
Non condividiamo la bassissima considerazione che questa amministrazione ha dimostrato verso l’Ariano Folk Festival, anch’esso un evento del centro storico, che risulta essere il più attrattivo della città di tutto l’anno. La stima e la considerazione verso un evento le si misurano perfettamente con le risorse che le si assegnano. Possiamo quindi affermare, senza paura di essere smentiti, che questa amministrazione nutra per l’AFF apprezzamento o credito asintotici allo zero.
Non condividiamo che di fronte ad un festival Jazz bene avviato da una giovane associazione arianese si pensi di sospendere ogni sostegno economico e di mortificare chi ha lavorato in passato esautorandolo dal compito e mettendo il festival in mano ad una agenzia. Tutto legale e legittimo, ma noi ad Harambee pensiamo che la politica abbia il compito ineludibile di coinvolgere e rendere partecipata la vita pubblica di una città. L’esclusione dell’associazione Vitamina Culturale va esattamente nel senso opposto. È un fatto politico, una scelta di campo. Tuttavia non possiamo esimerci dall’osservare che la risposta a questa scelta sul jazz sia stata del tutto inadeguata e conciliatoria. La manifestazione JazzIllegal è stata, a nostro avviso, una grande occasione mancata di sensibilizzazione sulla politica e sulle scelte di questa amministrazione. Si è invece tutto risolto in una seratina jazz in piazza Plebiscito chiusa da un comunicato stampa sfuggente e accomodante che non ha riflettuto invece la grande offesa che questa intera amministrazione ha compiuto alla società civile organizzata. È stato divertente quella sera, se non patetico, vedere pezzi di maggioranza e soprattutto di ex maggioranza spintonarsi davanti agli obiettivi fotografici per mettere il cappello in testa ad una manifestazione figlia proprio delle loro pessime politiche. Gli altri anni è stato usato lo stesso metodo di spartizione di fondi, e nessuno si è lamentato. Quest’anno forse le associazioni che si sono trovate fuori dai giochi hanno tirato la testa fuori dal sacco e hanno intrapreso battaglie ad personam contro questo o quell’assessore. Ferme restando le responsabilità politiche individuali di cui ogni eletto deve rispondere davanti a tutti i cittadini, a noi però le battaglie personali non piacciono per niente.

Per noi di Harambee non è un fatto di quanti soldi vadano a quali associazioni. Ciò che Harambee non condivide di questa gestione è il metodo politico nella sua totalità, non in un singolo contributo non assegnato. È l’assenza di una visione d’insieme, di un progetto, di idee organizzative dal lungo respiro. Quasi tutto infatti si è definito negli ultimi giorni di luglio senza pianificare un serio coinvolgimento della cittadinanza organizzata in associazioni e comitati. Per intenderci: ogni assessore è legittimato a compiere le scelte politiche che preferisce. Ogni cittadino però, e ogni movimento politico, è legittimato a dissentire. L’obiettivo della politica deve mirare al benessere della comunità tutta.
La cosa che non condividiamo, infatti, è il rapporto individuale e solitario che gli assessorati hanno intrattenuto con le poche associazioni coinvolte nell’estate arianese.
Le associazioni, invece di prestarsi, dovrebbero capire che trattando personalmente con gli assessori sono più deboli.
Qualcuno dirà che si è speso meno per l’estate arianese, ma noi rispondiamo che non c’è merito nel risparmio se a pagare è la qualità generale. La bravura politica secondo noi sta invece proprio nel mantenere inalterata la qualità pur avendo a disposizione un budget ridotto.
Noi di Harambee abbiamo un’altra idea. Ogni gennaio l’amministrazione dovrebbe progettare l’estate arianese iniziando con la convocazione di tutti i soggetti possibili, associazioni e comitati. Vanno raccolte tutte le proposte e concertare collegialmente in base alle risorse disponibili, scegliendo i soggetti con i progetti migliori, e non quelli più fedeli, più vicini, più affiliati.
Per noi insomma la politica è altro. È dialogo e collaborazione con la comunità, la politica è partecipazione, coinvolgimento del maggiore numero di soggetti possibili nel rispetto di uno standard minimo di qualità accettabile. I cittadini hanno visto, letto e hanno capito. Immaginiamo e speriamo che una grande onda di dignità civica stia arrivando anche ad Ariano. Noi stiamo preparando le tavole da surf.