Una Monza senza formula uno sarebbe come una gara senza Ferrari, mi verrebbe da pensare. Monza ed il gran premio d’Italia: una lunga storia fatta di tradizione, amore e passione, iniziata senza quasi nessuna interruzione nel lontano 1922. La formula uno deve correre a Monza, non esiste in Italia un circuito migliore di quello brianzolo. La tradizione deve continuare per la comunità e per tutti coloro che da più di novant’anni si dedicano e si sono dedicati all’Autodromo. Non si tratta solo di indotto economico, ma di passione, una passione che la Brianza ha sempre incoraggiato e sostenuto per il Gran Premio, approntando il miglior circuito italiano, dedicandosi ai parecchi visitatori nel migliore dei modi, creando intrattenimento e comfort per i numerosissimi appassionati che ogni anno si riversano nel cuore della Brianza. Non meno rilevanti certamente gli utili che gli ospiti apportano alla cittadina, nella fattispecie indotti legati al turismo, alla cultura ed all’Economia, l’unione che la gara crea tra classe politica ed imprenditoriale. Il nonagenario autodromo funziona, la tradizione merita di continuare anche dopo il Covid. Una tecnica innovativa, quella utilizzata per il manifesto del 2021, mettendo in risalto il binomio arte ed elettronica. Un connubio importantissimo, poiché solo l’unione e la fusione di questi due fattori permettono ad una monoposto di sfrecciare ad alta velocità e far emozionare gli spettatori, affascinati ed attoniti. Poche settimane all’inizio del Gran Premio di Monza, con la speranza che le Rosse possano salire sul podio più alto.

Davide Esposito