BATTIPAGLIA. Laboratorio creativo, sperimentazione, ideazione di nuovi format, tv in streaming e migliaia di followers digitali: tutto questo è oggi Radio Castelluccio, ma la sua avventura parte da lontano, dal 14 maggio del 1976, grazie all’intuizione di Mario Rossomando, uomo visionario, innovatore e precursore di tendenze. Nasce, così, quasi per gioco, con le prime “prove tecniche di trasmissione” da un piccolo terrazzo di via Manzoni a Battipaglia.
La storia della prima radio libera della provincia di Salerno viene ripercorsa attraverso la voce dei diretti protagonisti nel libro “Radio Castelluccio, una voce libera” di Andrea Laganà. Il volume, edito da Concilia Form, sarà presentato il prossimo mercoledì 18 dicembre ore 18 presso il salone del palazzo comunale di Battipaglia.
Non un malinconico flashback dal sapore amarcord, ma una festa per proiettarsi a scenari futuri ed incontrare tutti gli amici che negli anni hanno attraversato l’etere amplificando la propria voce grazie ai microfoni di Radio Castelluccio, liberamente e senza censure.
Perché Radio Castelluccio è uno spazio di libertà, aperto alla creatività e alle contaminazioni, all’incontro e allo scambio di esperienze. Luogo di espressione del proprio pensiero senza condizionamenti culturali, ma anche vita reale, informazione, critica politica, servizio pubblico per rispondere alle esigenze dei cittadini. E ancora arte, musica, comicità, allegria, un pizzico di follia e intrattenimento. Non un gruppo di lavoro, ma una famiglia accogliente, di cui si è parte e da cui si viene travolti.
“È una realtà in cui abbiamo sempre creduto, fin dall’inizio e forse per questo dura ancora – spiega Renato Di Lascio, prima voce di Radio Castelluccio, considerato “l’altra metà del cielo” insieme al pioniere e fondatore Mario Rossomando – Ci abbiamo messo passione ed entusiasmo, con la consapevolezza di fare qualcosa di importante per la nostra città. La radio per noi veniva prima di tutto. Abbiamo trasmesso in onde medie anche in Australia e in America. Eravamo invitati nelle radio di tutta Italia: noi eravamo quelli che venivano dalla provincia, ma avevamo degli indici di ascolto paurosi”.
Dopo 37 anni Radio Castelluccio è sempre più proiettata alla sperimentazione di nuovi linguaggi, sebbene il cuore pulsante rimanga sempre il contatto con la gente: un legame vero, informale, libero da convenzioni.  Un libro quasi intimo, in cui la storia della radio si intreccia con le vicende personali dei protagonisti che, in molti casi, hanno mosso i primi passi di brillanti carriere proprio dagli studi dell’emittente. “Radio Castelluccio, una voce libera” viene a configurarsi, così, come una sorta di saggio sociologico, un ritratto dell’evoluzione della società, dei costumi e dei suoi valori. Ad impreziosire il libro contribuisce la prefazione di Don Ezio Miceli, parroco della Chiesa Santa Maria della Speranza di Battipaglia e grande amico della radio.
“La radio è sempre stata sinonimo di libertà – racconta l’autore Andrea Laganà – Dietro quei microfoni negli hanno parlato tutte le categorie sociali, non disprezzando né censurando alcuna di loro. Spazio a tutti, sempre. La radio è questo, uno spazio libero per risvegliare le coscienze delle persone. Ho voluto scrivere questo libro per far capire a chi non lo sapesse l’importanza che ha avuto Radio Castelluccio per l’espansione e la crescita di Battipaglia negli anni. E’ un libro che ogni battipagliese dovrebbe avere nella propria libreria”.
L’intero ricavato della serata di presentazione del libro sarà devoluto in beneficienza alla mensa dei poveri diretta proprio dal parroco battipagliese. All’intervento dei vari relatori, seguirà un piacevole buffet.