AVELLINO –  Visto il grande successo di critica e di pubblico registrato durante le festività natalizie, le luci, i colori e le forme che si abbandonano sulle tele del pittore Enzo Angiuoni saranno ospitate nel Foyer del Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino fino a giovedì 30 gennaio.
Segmentazioni luminose per una poetica del Natale” è il titolo della personale del pittore irpino e si inserisce nell’ambito del cartellone “Arte in scena 2013”, il progetto di “Teatro aperto” a tutte le forme d’arte, a tutti i linguaggi della cultura e a tutti i talenti che coltivano e difendono il bello, fortemente voluto dalla presidenza dell’Istituzione Teatro ComunaleLa mostra di Angiuoni, ultima per ordine di tempo del programma 2013 di “Arte in Scena”, rimarrà nel Foyer del “Gesualdo” fino a giovedì 30 gennaio 2013 e sarà aperta al pubblico dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. «Enzo Angiuoni lavora e segmenta la sua “pratica” attraverso due elementi, forse consumati, ma chiari: da una parte, il colore, e dall’altra, l’armonia partecipativa della forma. Ma la vera ragione che s’intravede è quel senso dell’intervento della materia pittorica, che non viene emulsionata come pellicola, dove l’abbandono del cromatismo riesce ad intrecciare solidi rapporti di equilibri all’interno del supporto pittorico – spiega Nicola Scontrino – Certamente il lavoro artistico di Angiuoni trova molte posizioni a cui riferirsi; ma la sua perentoria capacità è quella di essere e di giocare in prima persona, senza il dubbio o l’incoerenza del mutamento del piacere o del gusto, con una parabola, che si apre e si chiude dentro la pratica dell’arte».
BIOGRAFIA
Enzo Angiuoni nasce a Contrada nel 1944. Dopo aver completato i suoi studi presso l’Istituto Statale d’Arte “Paolo Anania De Luca” di Avellino frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
E’ presente sulla scena artistica nazionale ed internazionale da più di un quarantennio con importanti mostre personali e collettive di pittura, ceramica e grafica, tra cui la  Cinquantaduesima Edizione della Biennale di Venezia, alla quale ha preso parte nel 2007 con una installazione omaggio a Pierre Restany, che ha incarnato una delle ultime figure di critico militante un po’ bohèmien, sostenitore appassionato di movimenti di neoavanguardia,  dal titolo “Camera 312 promemoria per Pierre”. Parallelamente ai suoi percorsi di ricerca artistica informale, dall’inizio degli anni ’70 è promotore in tutta Italia di mostre d’arte, premi di pittura e più in generale eventi culturali, tutti patrocinati da Enti pubblici.