AVELLINO – Due serate per un grande ritorno, atteso due anni. Giovedì 3 e venerdì 4 aprile alle ore 21, il Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino riabbraccerà Renzo Arbore e la sua Orchestra Italiana per un concerto-evento davvero imperdibile. Dopo lo straordinario successo maturato sul palcoscenico dell’Ariston all’ultimo Festival di San Remo con il suo personale ed emozionato omaggio a Roberto Murolo uno dei maggiori interpreti della grande Canzone napoletana. Dopo una interminabile tournèe internazionale che lo ha portato a toccare i quattro angoli del Pianeta, da New York a Londra, da Mosca a Caracas, da Rio De Janeiro a Toronto, da Parigi a Tokio, da Sidney a Miami, da Guadalajara in Messico fin sotto la muraglia cinese a Pechino. Renzo Arbore fa il suo ritorno ad Avellino per un nuovo grande evento che coronerà la XII stagione teatrale del “Carlo Gesualdo”, organizzata grazie alla collaborazione con il Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo. Considerato da tutti l’Ambasciatore della Musica napoletana nel Mondo, Renzo Arbore tornerà dopo due anni sul palcoscenico del Teatro comunale irpino con la sua Orchestra Italiana, costituita nel 1991 e dalla quale non si è mai più separato, per emozionare il suo affezionato pubblico che anche questa volta ha fatto registrare il tutto esaurito. Di ritorno da una settimana di successi allo storico teatro Sistina di Roma, dove con “…my American way!”, ultimo lavoro in studio, ha voluto festeggiare i suoi primi 50 anni di carriera iniziati con “mamma” Rai nel 1964 e vissuti intensamente a cavallo tra la Radio e la Televisione, per passare, poi, al grande schermo e ai grandi eventi di piazza, tra musica napoletana e swing, il poliedrico Arbore,  con la sua effervescente simpatia e con i virtuosismi di un’orchestra di 15 elementi, renderanno le serate di giovedì 3 e venerdì 4 aprile sicuramente indimenticabili. Renzo Arbore, grande appassionato di tutta la musica e profondo estimatore della Canzone Napoletana Classica, porterà sul palcoscenico irpino il sound inconfondibile della sua Orchestra italiana fatta di chitarre, mandolini, voci e cori, percussioni, fisarmoniche e tastiere, partendo dal modello un po’ naif delle orchestre napoletane, quelle dei primi del ’900, dove le voci ricche di pathos dei cantanti si sposavano con i ritmi coinvolgenti delle strade di Napoli. Arbore come sempre si divertirà anche a sperimentare originali contaminazioni con alcune sonorità come quelle generate dal rock, dal blues, dal country, fino ad arrivare a toccare i ritmi tipici della musica reggae e di quella sudamericana, coinvolgendo il suo pubblico con la sua disarmante simpatia e vitalità.