Lesioni del midollo spinale, la ricerca continua su un chip: l’Istituto Mario Negri lancia una raccolta fondi a supporto della ricerca

comunicato stampa –

Un modello sperimentale innovativo per studiare i processi infiammatori dopo il trauma al midollo spinale e testare nuove strategie per portare i farmaci dove servono. La campagna di crowdfunding su Ginger invita cittadini e sostenitori a contribuire al progresso della ricerca.

 

Milano, 28 ottobre – Comprendere meglio ciò che accade dopo una lesione del midollo spinale e individuare nuove strategie per contrastare i danni che possono portare alla paralisi: è questo l’obiettivo del progetto di raccolta fondi “Lesione del midollo spinale. La ricerca continua su un chip”, promosso dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri sulla piattaforma Ginger con il supporto di BCC Milano. Link: https://www.ideaginger.it/progetti/lesione-del-midollo-spinale-la-ricerca-continua-su-un-chip.html

 

Al centro dell’iniziativa c’è lo sviluppo di un mini-midollo spinale su chip, un modello sperimentale che permetterà ai ricercatori di riprodurre e studiare alcuni dei processi biologici che si innescano in seguito a un trauma. In particolare, il progetto punta ad approfondire i meccanismi dell’infiammazione che si sviluppa dopo la lesione e che contribuisce al danno del tessuto nervoso.

 

Accanto allo studio di questi processi, il gruppo di ricerca intende testare nanoparticelle progettate per trasportare i farmaci verso i tessuti interessati, con l’obiettivo di esplorare nuovi interventi terapeutici.

 

«Oggi – spiega Pietro Veglianese, responsabile del Laboratorio di Trauma Spinale Acuto e Neurorigenerazione  – non esistono terapie in grado di arrestare l’infiammazione che si scatena dopo un trauma al midollo spinale e che contribuisce al danno che porta alla paralisi. Al Mario Negri vogliamo dare una spinta alla ricerca, sviluppando un mini-midollo spinale su chip per riprodurre ciò che accade dopo la lesione e testare nanoparticelle capaci di trasportare i farmaci dove servono».

 

La ricerca si inserisce in un ambito scientifico complesso, nel quale la comprensione dei meccanismi che determinano il danno secondario alla lesione rappresenta un passaggio fondamentale per individuare possibili nuove soluzioni. Il modello su chip offrirà uno strumento per approfondire questi fenomeni in laboratorio e valutare strategie sperimentali da sviluppare attraverso ulteriori studi.

 

Per trasformare questo obiettivo scientifico in un percorso concreto, l’Istituto Mario Negri ha attivato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Ginger nell’ambito dell’iniziativa VIS – Valori, Idee, Sostegno promossa da BCC Milano. La Banca, oltre ad aver offerto la formazione tecnica e l’inserimento della campagna in piattaforma, sosterrà il progetto con un contributo pari al 10% dell’obiettivo di raccolta proposto.

 

La campagna offre ai donatori anche l’opportunità di avvicinarsi al lavoro quotidiano dei ricercatori e di conoscere le persone che, con competenze diverse e un impegno condiviso, lavorano per ampliare le conoscenze sulle lesioni del midollo spinale.

 

Testimonial della campagna è Pasquale Concilio, casertano, ex giocatore di rugby, oggi psicologo e psicoterapeuta dopo che, a vent’anni, un incidente ha riscritto il suo destino. La sua testimonianza porta l’attenzione sulla dimensione umana di una condizione capace di cambiare profondamente la vita delle persone e delle loro famiglie e che anche per questo richiede di investire nel futuro della ricerca per dare uno spiraglio di luce a chi come lui convive con una lesione del midollo spinale.

 

Il progetto di ricerca per lo sviluppo di un mini-midollo spinale su chip vede la partecipazione di un gruppo di giovani ricercatori tra i 23 e i 33 anni del Laboratorio di Trauma Spinale Acuto e Neurorigenerazione, guidato da Pietro Veglianese, composto da: Valeria Vaneruso, neurobiologa, Emilia Petillo, ingegnere  biomedico, Enrico Frigerio, biotecnologo, Francesca Ghirardi, biologa, Lisa Del Rio, ingegnere biomedico, Margherita Bonati, ingegnere biomedico, e Giovanni Cerra, bioinformatico.

 

Per sostenere il progetto e scoprire il lavoro del gruppo di ricerca:

https://www.ideaginger.it/progetti/lesione-del-midollo-spinale-la-ricerca-continua-su-un-chip.html