Finestra Jazz, successo per la sedicesima edizione: quattro serate tra musica, virtuosismo e sperimentazione

Quattro serate, quattro progetti artistici profondamente diversi e un pubblico numeroso, attento e partecipe. Si è conclusa ieri, 19 ottobre, all’Auditorium Diocesano di Vallo della Lucania, la sedicesima edizione di Finestra Jazz – Rassegna Internazionale, organizzata dal Comune di Vallo della Lucania e dall’Associazione Musicale Finestra Jazz.

Un’edizione segnata da una risposta di pubblico particolarmente calorosa, con una sala gremita e un’attenzione che ha accompagnato le esibizioni, confermando il rapporto costruito nel tempo tra la manifestazione e i suoi ascoltatori. Ma soprattutto quattro appuntamenti che hanno offerto un quadro ricco e articolato di esperienze musicali, nelle quali la qualità degli interpreti ha trovato espressione attraverso linguaggi, repertori e sensibilità differenti.

L’eleganza di Joe Barbieri: la canzone napoletana ritrova nuove sfumature

A inaugurare la rassegna, venerdì 16 ottobre, è stato Joe Barbieri, con Vulìo (‘na parola d’ammore), progetto dedicato alla rilettura della grande canzone napoletana.

Un concerto di notevole raffinatezza, nel quale la sensibilità interpretativa del cantautore ha restituito nuova luce a un repertorio profondamente radicato nella memoria musicale collettiva. Accanto alla sua voce e alla chitarra classica, la chitarra manouche di Oscar Montalbano e la DBguitar di Nico Di Battista hanno contribuito a costruire una trama sonora di rara eleganza, giocata sull’equilibrio dei timbri, sulla misura degli arrangiamenti e sull’intensità espressiva.

La forza della proposta è emersa soprattutto nella capacità di accostarsi a pagine celebri della tradizione partenopea con rispetto e, al tempo stesso, con una personalità interpretativa ben riconoscibile. Nessuna ricerca dell’effetto fine a sé stesso, ma un lavoro accurato sulle sfumature, sui silenzi e sulle possibilità espressive di una formazione interamente affidata agli strumenti a corda. Un ascolto intenso, accolto con calore da un pubblico che ha seguito con grande partecipazione ogni momento dell’esibizione.

Il Duo Spleen: virtuosismo, energia e un’intesa musicale travolgente

Un’atmosfera completamente diversa ha caratterizzato il concerto di sabato 17 ottobre, affidato al Duo Spleen, formato da Rita Di Tizio alla fisarmonica e Alessio Buccella al pianoforte.

Protagonista una Rita Di Tizio travolgente, capace di imprimere alla fisarmonica un’energia interpretativa nella quale virtuosismo, temperamento e sensibilità musicale convivono con sorprendente naturalezza. Al suo fianco, il pianoforte di Buccella ha offerto un contrappunto di grande solidità e finezza espressiva, alimentando un dialogo serrato, ricco di sfumature e continui cambiamenti di registro.

Dal nuevo tango di Astor Piazzolla alle suggestioni di Richard Galliano, fino al vals criollo e alla czardas, il repertorio ha alternato slanci ritmici, momenti di lirismo e passaggi di intensa brillantezza esecutiva. Arrangiamenti originali e libertà interpretativa hanno messo in risalto l’affiatamento dei due musicisti, capaci di trasformare il confronto tra fisarmonica e pianoforte in una relazione musicale vivace e imprevedibile. Una serata di forte coinvolgimento, scandita da applausi calorosi e da un entusiasmo che ha reso particolarmente evidente la sintonia tra interpreti e pubblico.

Trio di Salerno ed Emilia Zamuner: l’incontro tra esperienza e libertà espressiva

Domenica 18 ottobre, la scena è tornata pienamente al linguaggio del jazz con il Trio di Salerno, formato da Sandro Deidda al sax, Guglielmo Guglielmi al pianoforte e Aldo Vigorito al contrabbasso, affiancato dalla voce di Emilia Zamuner.

Per il pubblico di Finestra Jazz è stato anche un gradito ritorno: i tre strumentisti erano già stati protagonisti della precedente edizione, nell’apprezzato progetto 6 in Jazz dedicato a Lucio Battisti.

Il nuovo incontro ha valorizzato la lunga consuetudine musicale del trio, la solidità del suo linguaggio jazzistico e la capacità di costruire un dialogo aperto con la voce. In questa formazione, Emilia Zamuner ha portato una sensibilità interpretativa attenta alle sfumature timbriche e alla libertà del fraseggio, inserendosi nel tessuto strumentale come interlocutrice musicale a pieno titolo. Ne è emersa una proposta nella quale esperienza, ascolto reciproco e improvvisazione hanno costituito gli elementi essenziali di un’intesa capace di dare spazio alla personalità di ciascun interprete.

Musica da Ripostiglio: la brillantezza esecutiva incontra un’ironia inconfondibile

La serata conclusiva, lunedì 19 ottobre, ha visto protagonista Musica da Ripostiglio, formazione composta da Luca Pirozzi (chitarra, banjo e voce), Luca Giacomelli (chitarre e cori), Raffaele Toninelli (contrabbasso e cori) ed Emanuele Pellegrini (batteria, percussioni e cori).

Un concerto di straordinaria brillantezza, nel quale virtuosismo, precisione esecutiva e perfetto affiatamento si sono intrecciati a un’ironia travolgente, dando piena espressione a una cifra artistica originale e inconfondibile. La qualità musicale del quartetto si è manifestata nella padronanza degli strumenti, nella sicurezza degli arrangiamenti e in una coesione esecutiva che consente ai quattro interpreti di muoversi con naturalezza tra composizioni originali e classici del repertorio italiano e internazionale. L’ironia, tratto distintivo della formazione, non ha mai rappresentato un elemento separato dalla musica, ma una componente profondamente integrata nella sua identità artistica. Un equilibrio non comune, nel quale la spontaneità apparente poggia su una preparazione rigorosa e su una lunga esperienza condivisa.

Una conclusione particolarmente vivace, che ha aggiunto un’ulteriore sfumatura al carattere già multiforme della rassegna.

Il valore di una rassegna, oltre il palcoscenico

Il bilancio della sedicesima edizione restituisce l’immagine di una manifestazione capace di tenere insieme proposte artistiche anche molto distanti tra loro, senza rinunciare alla propria identità e alla qualità della programmazione.

«La risposta del pubblico ci restituisce ogni anno il senso del lavoro che portiamo avanti, ma ciò che più ci interessa è la qualità dell’ascolto e la disponibilità a incontrare esperienze musicali diverse – sottolineano gli organizzatori –. In queste quattro serate abbiamo ritrovato un pubblico curioso, partecipe, disposto a lasciarsi sorprendere. È questo uno degli aspetti più preziosi di Finestra Jazz: creare occasioni di incontro con la musica, offrendo al territorio appuntamenti culturali che abbiano valore anche per la comunità che quotidianamente lo vive. L’ingresso libero è parte di questa scelta. Dietro ogni concerto, inoltre, c’è un lavoro condiviso che coinvolge artisti, tecnici, istituzioni e tante persone il cui contributo non sempre è visibile. A tutti loro, e soprattutto al pubblico che continua a seguirci, va il nostro ringraziamento».

Nata nel 2001 e organizzata dal 2006 dall’omonima associazione musicale, Finestra Jazz prosegue così un percorso che ha portato nel Cilento, nel corso delle sue sedici edizioni, oltre duecento artisti italiani e internazionali, contribuendo negli anni alla diffusione del jazz e alla valorizzazione dei suoi molteplici linguaggi.

La sedicesima edizione è stata realizzata nell’ambito della XVIII edizione di Dialoghi Mediterranei, progetto che coinvolge una rete di sei Comuni, con Centola capofila, sostenuto dalla Regione Campania nella cornice della programmazione «Le stagioni della Campania», finanziata con le risorse dell’Accordo di Coesione 2021-2027.