America’s Cup, al TTG di Rimini la visione Worldtours: un’offerta che dal Golfo si allarga a tutta la Regione

Amedeo Conte, CEO dell’azienda, ragiona già a 7 mesi: «Il lavoro da fare oggi con gli intermediari è costruire soggiorni in cui la giornata di gara sia una parte del viaggio e non il suo unico motivo».

NAPOLI — Mancano poco più di sette mesi all’avvio della Louis Vuitton Cup, che dal 22 maggio 2027 aprirà nel Golfo di Napoli la 38ª edizione dell’America’s Cup, la prima disputata in Italia, con il match per il trofeo in programma dal 10 luglio. In vista dell’appuntamento Worldtours partecipa a TTG Travel Experience, la manifestazione B2B di Italian Exhibition Group in corso a Rimini Expo Centre, dove presenta a buyer e intermediari un’offerta che parte dalla visione delle regate e prosegue sul resto del territorio.

Il quadro di riferimento è quello delineato dal dossier del Ministero del Turismo e della Luiss Business School, che stima per Napoli tra 1,5 e 1,7 milioni di visitatori nel periodo delle gare, una spesa turistica diretta di circa 370 milioni di euro e un impatto economico complessivo di 690 milioni, destinato a raggiungere 1,2 miliardi considerando indotto ed effetti di lungo periodo. Lo stesso studio prevede, per il biennio successivo all’evento, una crescita dei flussi compresa tra il 5 e il 10 per cento. È su quest’ultima voce che Worldtours ha impostato la propria presenza in fiera.

«Due mesi di regate concentrano la domanda in uno spazio preciso, il lungomare e l’area di Bagnoli, e in un periodo che per la Campania coincide già con l’alta stagione», dichiara Amedeo Conte, CEO di Worldtours. «Il rischio è che chi arriva per la Coppa veda soltanto quel tratto di costa, in giornate affollate, e che l’evento si esaurisca lì. Il lavoro da fare oggi con gli intermediari è costruire soggiorni in cui la giornata di gara sia una parte del viaggio e non il suo unico motivo».

La proposta presentata a Rimini parte dall’esperienza maturata con la regata preliminare dello scorso settembre, quando l’operatore ha programmato escursioni in barca che univano la visione delle prove dall’area riservata agli spettatori alla navigazione lungo la costa di Posillipo. Attorno a questo nucleo la permanenza si articola sul resto del territorio: i siti archeologici di Pompei ed Ercolano, il Vesuvio, la Reggia di Caserta, la Costiera Sorrentina e Amalfitana, Capri, i percorsi nel sottosuolo del centro storico e i laboratori di cucina, collegati da un servizio di transfer tra aeroporto, porto, stazione e strutture ricettive. Una parte dell’offerta è dedicata agli itinerari accessibili e alle escursioni per i passeggeri delle navi da crociera, due segmenti che nelle settimane dell’evento si sovrapporranno al pubblico della vela.

«Un tour operator straniero non ci chiede se Napoli sia bella, quello lo sa già. Ci chiede invece se sia in grado di garantire un servizio affidabile in settimane di forte pressione», prosegue Conte. «Transfer puntuali, guide abilitate, mezzi autorizzati, tempi di percorrenza prevedibili: è su questo che si decide se un pacchetto venduto per l’America’s Cup produce un cliente che torna o un’esperienza da non ripetere. La crescita attesa per gli anni successivi non è automatica, dipende da come la filiera avrà lavorato durante l’evento e da quanto saprà coordinarsi con le istituzioni nella gestione della mobilità».