CAPOLUPO: esce oggi “Vago e torno”, il nuovo album del cantautore bolognese

Ci sono viaggi che non seguono una linea retta. Procedono per deviazioni, ritorni, improvvise aperture e zone d’ombra. A volte ci portano lontano da noi stessi, altre ci costringono a fermarci proprio nel punto in cui avremmo voluto continuare a scappare. È dentro questo movimento che nasce “Vago e Torno”, il nuovo album di CAPOLUPO, in uscita oggi, venerdì 2 ottobre, per Diecigocce Records.

Undici brani che ruotano attorno a una domanda tanto semplice quanto difficile: quanto di noi rimane dopo tutto quello che abbiamo vissuto? Il protagonista silenzioso del disco è il tempo, quello che passa e modifica ogni cosa, ma anche quello della memoria, degli affetti, delle perdite e delle trasformazioni che finiscono per cambiare il modo in cui guardiamo noi stessi.

Vago e Torno attraversa uno spazio emotivo preciso, fatto di fragilità, consapevolezze e domande ancora aperte. È il racconto di un passaggio: dall’idea che debba esistere, da qualche parte fuori di noi, qualcosa capace di cambiare tutto alla scoperta che forse la possibilità più grande coincide con la vita stessa. Non una vita perfetta o risolta, ma quella reale, con le sue ferite, le sue contraddizioni, le sue perdite e la sua ostinata capacità di continuare.

In questo percorso si inserisce “La grande occasione”, il singolo attualmente in rotazione radiofonica, che diventa una delle chiavi di lettura dell’album. Con il suo sguardo lucido e una vena di autoironia, il brano mette in discussione il modo in cui siamo abituati a immaginare una svolta, quella possibilità che dovrebbe arrivare dall’esterno e imprimere una nuova direzione alla nostra esistenza. Nel contesto del disco, il tema della svolta assume un significato ancora più ampio e si trasforma in un passaggio fondamentale: imparare a riconoscere il valore di ciò che già abbiamo attraversato, invece di continuare ad aspettare che la vita cominci altrove. Il videoclip, con regia e montaggio di Davide Spano, mette al centro la performance dal vivo di CAPOLUPO e della sua band.

Il titolo dell’album racchiude proprio questo cambio di prospettiva. Vagare non significa più perdersi, ma esplorare. Significa attraversare le proprie inquietudini senza fuggirle, riconoscere i propri “mostri”, fare spazio alla fragilità e continuare a camminare. Il ritorno, allora, non è un passo indietro: è la possibilità di ritrovare la propria essenza dopo aver percorso strade diverse.

Musicalmente il disco alterna atmosfere sospese e momenti più luminosi, passaggi intimi e aperture più ampie, lasciando che siano immagini, suoni e frammenti di vita a costruire un racconto senza una vera e propria linea di confine tra passato e presente. La memoria dell’infanzia dialoga con il tempo che passa, gli affetti con la paura della perdita, la vulnerabilità con la necessità di tornare a respirare. Ogni brano aggiunge un frammento a un percorso che non cerca una soluzione definitiva, ma un modo nuovo di stare dentro ciò che siamo.

Al centro dell’album c’è anche una riflessione sul tempo nata da un’immagine semplice: «Qualche tempo fa nel giardino dei miei vicini si è tenuta una festa di bambini per la fine dell’anno scolastico. Pur senza vederli, quelle urla di gioia incontenibile e quella leggerezza così invidiabile hanno catturato la mia attenzione e mi hanno portato a riflettere su quanto la vita mi avesse progressivamente allontanato da quel tipo di vitalità e spensieratezza. Come se il trascorrere del tempo fosse rappresentato da un immaginario lenzuolo bianco che, esperienza dopo esperienza, si macchia di responsabilità, preoccupazioni e ferite. Dopo lo sconforto mi è affiorata una riflessione: per quanto la vita possa colpire duro, esiste ancora una possibilità miracolosa e rigenerante in ognuno di noi per ripulire almeno un piccolo lembo di quel lenzuolo. A me accade con una chitarra addosso e una storia importante da raccontare. Perché in fondo il senso profondo di questo vagare è forse tutto qui. E io ringrazio la musica, che continua a insegnarmi ogni volta una strada nuova per ritornare bambino.», racconta CAPOLUPO.

Tracklist: “Vago e torno”, “La grande occasione”, “Appartiene ancora a te”, “Baden”, “Ancora un attimo”, “Ma chi è A”, “Stordito dal niente”, “Aria”, “Domeniche”, “1990 Ora come allora”, “A un passo da qui”.

Vago e Torno non racconta la fine di una ricerca, ma il momento in cui cambia il modo di cercare. Perché forse non serve smettere di vagare: serve sapere che, anche dopo aver attraversato il tempo, le perdite e le proprie inquietudini, esiste ancora un luogo verso cui tornare. E quel luogo siamo noi.