RA.I.D. Festivals, a Solofra un weekend di danza tra ricerca, corpo e nuovi linguaggi

Sabato 3 ottobre Superstella di Vittorio Pagani. Domenica tre appuntamenti con Tubi, Fitting e Intimate Speech. Tutti gli spettacoli a Palazzo Ducale Orsini.

Avellino – Quattro spettacoli, quattro modi diversi di interrogare il corpo e la scena. Il prossimo fine settimana di RA.I.D. Festivals porta al Palazzo Ducale Orsini di Solofra una doppia giornata dedicata alla danza contemporanea, con un programma che attraversa la ricerca coreografica, il rapporto tra danza e nuove generazioni, le dinamiche delle relazioni e l’identità del corpo.
Si parte sabato 3 ottobre alle 19 con Superstella di Vittorio Pagani, prodotto da CodedUomo. Un lavoro di 40 minuti che nasce da una domanda apparentemente semplice ma tutt’altro che scontata: cosa significa creare danza oggi? Pagani porta in scena proprio il processo creativo, mettendo sotto osservazione i meccanismi attraverso i quali un’opera nasce, si trasforma e viene infine consegnata allo sguardo del pubblico.
Il risultato è un viaggio tra caos e ordine, idealizzazione e realtà, desiderio di compiutezza e fascino del divenire. Il riferimento è anche al mito delle stelle del cinema e all’immaginario di Federico Fellini, in particolare a 8½. Video, sampling, danza e parola si intrecciano in una performance nella quale il corpo diventa materia di studio e di trasformazione, sottoposto alle richieste e alle aspettative della scena e del mercato. Superstella è stato selezionato per la Vetrina della Giovane Danza d’Autore e presentato nell’ambito di importanti circuiti e festival dedicati alla ricerca coreografica.
Domenica 4 ottobre il festival cambia registro e apre il pomeriggio anche ai più piccoli. Alle 16.30 arriva Tubi di Gaia Gonnelli, produzione Sosta Palmizi (Italia) / Dadodans (Olanda), con la collaborazione artistica di Giorgio Rossi. Pensato per bambini dai 3 anni, lo spettacolo trasforma semplici tubi di cartone negli elementi attraverso i quali due danzatrici costruiscono una città, una foresta, una casa, un parco giochi. Un mondo che può essere costruito e distrutto, reinventato e condiviso.
Senza parole e attraverso un linguaggio fatto di movimento, musica e gioco, Tubi affronta così temi semplici e universali: come si sta insieme? Chi stabilisce le regole? Come nasce la relazione con l’altro? La parte finale dello spettacolo coinvolge direttamente i bambini, invitandoli a muoversi e giocare insieme agli adulti che li accompagnano. Una proposta che porta la danza fuori dalla dimensione della semplice visione e la trasforma in esperienza condivisa.
La domenica di RA.I.D. prosegue alle 20 con Fitting di Nicholas Baffoni e Camilla Perugini, produzione HUNT_CdC. Al centro ci sono le relazioni, osservate come un sistema complesso, fatto di incontri, vicinanze, distanze, convivenze e movimenti spesso difficili da decifrare. E sono proprio le scarpe a diventare, nello spettacolo, traccia concreta dei percorsi individuali: oggetti che raccontano spostamenti, esperienze, intenzioni e sentimenti.
Il dialogo tra i due interpreti si costruisce e si modifica davanti allo spettatore, in un gioco di empatia nel quale anche il concetto di “fine” resta volutamente sfumato. Fitting è stato selezionato per la Vetrina della giovane danza d’autore 2022 – Network Anticorpi XL e ha ottenuto il secondo premio al Concorso Internazionale di Coreografia Premio Roma Danza nella sua versione short.
A chiudere la giornata, alle 20.30, sarà Intimate Speech di Interno5danza, ideazione, coreografia e regia di Antonello Tudisco, con co-creazione e collaborazione artistica di Linus Jansner e musica dal vivo di Julia Primicile Carafa.
Un assolo nel quale il corpo diventa una soglia, un territorio nel quale l’identità non è qualcosa di già definito, ma un processo in continuo divenire. Controllo e cedimento, resistenza e fragilità convivono senza cercare una soluzione definitiva. La presenza della musica dal vivo introduce un ulteriore livello di relazione, trasformando l’intimità non in un racconto personale, ma in una pratica scenica da condividere con il pubblico.
Quattro appuntamenti molto diversi, dunque, per un unico fine settimana, nel quale RA.I.D. Festivals conferma la propria vocazione a proporre una danza contemporanea capace di cambiare registro e pubblico. In scena quattro lavori che mostrano come il linguaggio della danza possa parlare attraverso il movimento, ma anche attraverso oggetti, musica, tecnologia, gioco e relazione.