Piacenza, Fegato Etrusco tornato a Casa dagli USA

Anche Brusciano nell’area della Città Metropolitana di Napoli, saluta il rientro a casa dagli USA a Piacenza, avvenuto tra il 23 e 24 settembre 2026, del “Fegato Etrusco” conservato dal 1894 ai Musei Civici di Palazzo Farnese. Qui il direttore scientifico dal luglio 2023 è Antonio Iommelli di Napoli laureatosi alla Federico II e perfezionatosi alla Sapienza di Roma e all’Università Roma Tre. Lo stesso ha accompagnato il reperto nel viaggio di andata in California e quello di ritorno in Italia. Il “Fegato di Piacenza”, importante testimonianza della civiltà degli Etruschi, sviluppatasi in Italia tra il IX Secolo a. C. ed il I Secolo d. C., venne rinvenuto da un contadino nei pressi di Gossolengo il 26 settembre 1877 e da allora non era mai uscito dall’Italia. Nella trasferta di San Francisco negli USA, ha ricevuto gli sguardi incantati di 99.000 visitatori della mostra internazionale “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy” ospitata dal Legion of Honor Museum dal 2 maggio al 22 settembre 2026. Degli ultimi decenni quest’ultima è stata la più grande esposizione sugli Etruschi negli Stati Uniti comprendente circa 200 eccezionali reperti provenienti da 30 musei di varie nazioni.

Fra questi il modello in bronzo di fegato ovino risalente al II-I Secolo a. C. riproducente considerato un unicum archeologico mondiale della storia degli Etruschi a testimonianza della loro arte divinatoria conosciuta come “Disciplina Etrusca” che comprende altri due rari reperti quello del Sud Italia, la “Tegola di Capua” e l’altro della Croazia la “Mummia di Zagabria” entrambi antichi calendari con prescrizioni rituali.

Una branca dell’aruspicina era l’epatoscopia esame del fegato di un animale sacrificato, la pecora, ritenuto sede di sentimenti e affetti. Le figure sacerdotali addette alla divinazione, i “Netvis”, gli aruspici indossavano un mantello ed un copricapo conico legato sotto al mento ed erano fornite di un bastone arcuato “Lituo” e il coltello scarificale, impugnare sulla mano sinistra l’organo e tastarlo con la destra per individuare lesioni, anomalie, presagi nefasti, e conoscere il nome della divinità mittente del messaggio. Riti e regole di sistema complesso alla base dell’interpretazione della volontà degli dèi per l’armonico ripristino della relazione fra cielo e terra.

L’etruschizzazione ha interessato anche la Campania interessando la Penisola Sorrentina, la Valle del Sarno, Pontecagnano, Nocera e Fratte vicino Salerno, l’Agro Picentino, la Piana del Volturno e oltre alla già richiamata Capua anche Suessola (Acerra) e Calati (Maddaloni), e l’Agro Nolano con la città di Nola. Segni indelebili di tale diffusione son la scrittura etrusca e la produzione del “Bucchero” in lucida ceramica nera, impiegato in Etruria fra il secondo quarto del VII Secolo a. C. la prima metà del V Secolo a. C., come amabilmente raccontato da Jean Blanchaert  https://www.facebook.com/watch/?v=2220624747950750. Ideazione e distribuzione Finestre sull’Arte; Riprese e montaggio Danae Project; Contenuti MAEC Cortona, Progetti: Toscana Promozione Turistica e “In-Etruria”, 2018.

Anche Brusciano ha qualche traccia etrusca nella sua storia come documentato da Gennaro Terracciano nel suo “De pagi Bruxiani et situ et originibus”, (Sul territorio e le origini di Brusciano), Grafica Normatipo, Brusciano NA 1988, che attinse dall’opera storica di Tommaso Turboli, “Le Ricerche storiche su di Marigliano e Pomigliano d’Arco”, pubblicata a Napoli nel 1794.

Il sociologo Antonio Castaldo afferma che «per questo motivo che da Brusciano e da tutto l’Agro Acerrano e Nolano salutiamo il ritorno a casa del “Fegato di Piacenza” avendolo osservato personalmente sei mesi prima del viaggio in USA, nell’ottobre 2025, https://www.youtube.com/watch?v=9iN6EZls-dk, durante una delle mie periodiche visite ai miei cari nipoti, Alberto e Maria Rosaria Livorno, lavoratori della Scuola Pubblica a Piacenza, https://www.gazzettadellirpinia.it/2025/11/04/napoli-piacenza-trilogia-di-storia-cultura-e-affetti-familiari-di-antonio-castaldo/. Una città, https://www.youtube.com/watch?v=VxNIq-TLLAM, la cui storia è imparentata con quella di Napoli con il trasferimento del patrimonio e della famosa Collezione Farnese, oggi fruibile al Mann di Napoli, eseguito da Parma e Piacenza a partire dal 1734, per volontà di Carlo di Borbone, figlio della di Elisabetta Farnese la Regina di Spagna. Ed ancora una testimonianza territoriale con il ricordo della visita guidata, introdotta dalla studentessa Santa Di Palma, https://www.youtube.com/watch?v=ATb3A4Zc_q4, dentro il progetto “Acerrae Nox in Musaeo del Liceo Imbriani di Pomigliano D’Arco”, https://www.sciscianonotizie.it/acerrae-nox-in-musaeo-del-liceo-imbriani-di-pomigliano-darco/, del 10 maggio 2024 al MAAS il Museo Archeologico di Acerra e Suessola del 10 maggio 2024 dove l’ultima sala è dedicata proprio all’antica città di origine etrusca, Suessola». A Piacenza per festeggiare il rientro del “Fegato Etrusco” in città nei giorni del “Festival del Pensare Contemporaneo” si potrà accedere gratuitamente fino a domenica 27 settembre 2026 alla Sezione Archeologica dei Musei Civici.