Sei anni di storie, incontri e visioni: la rassegna diretta da Andrea Avagliano trasforma la Terrazza degli Aranci del Museo FRaC in un crocevia di narrazioni contemporanee fino al 25 settembre.
Dopo il successo delle serate dedicate a Pappi Corsicato, al Premio Oscar Pavel Talankin e al regista Raffaele Rago, prosegue la sesta edizione di Visionnaire26, la rassegna multidisciplinare che continua a essere un crocevia di narrazioni tra cinema documentario e teatro e a trovare la sua espressione più autentica nel racconto di chi ha saputo ricominciare, sperimentare e reinventarsi.
“Baronissi ciak si gira! – Laboratorio audiovisivo per dar voce al futuro” a cura di Francesco Cerrone
Il Sindaco di Baronissi Anna Petta: “Baronissi sta costruendo, passo dopo passo, una vera città della cultura. Il programma di questi mesi ne è una dimostrazione concreta: cinema, teatro, letteratura, arte, memoria e formazione si incontrano in una proposta di grande qualità, capace di portare in città protagonisti e storie di livello nazionale e internazionale. In questo percorso, Visionnaire, organizzato dall’associazione Tutti Suonati e con la direzione artistica di Andrea Avagliano, rappresenta uno degli appuntamenti più significativi del programma culturale promosso dal Comune di Baronissi. Un progetto che negli anni ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama culturale cittadino, favorendo l’incontro tra pubblico, artisti, autori e giovani e portando a Baronissi esperienze e linguaggi capaci di dialogare con il territorio e con il più ampio contesto nazionale. Dal Premio Visionnaire a Pappi Corsicato, dal cinema documentario dedicato a Roberto Rossellini e al premio Oscar Mr Nobody Against Putin fino all’omaggio a Eduardo e Annibale Ruccello, offriamo alla nostra comunità occasioni importanti di conoscenza, confronto e partecipazione. Sono iniziative diverse per linguaggi e contenuti, ma accomunate dalla volontà di proporre una cultura capace di interrogare il presente, valorizzare la memoria e, allo stesso tempo, guardare al futuro. Ma c’è un elemento che considero ancora più significativo: investire nei giovani, coinvolgendoli direttamente nella produzione culturale attraverso il Visionnaire Lab e la narrazione audiovisiva del nostro patrimonio. È una scelta che considero strategica, perché significa non limitarsi a offrire cultura, ma creare le condizioni affinché le nuove generazioni possano diventare protagoniste, acquisendo strumenti, competenze e consapevolezza del valore del patrimonio e dei linguaggi contemporanei. La cultura non è un ornamento dell’azione amministrativa: è una scelta politica, un investimento sul futuro e uno strumento per rafforzare il senso di comunità. La nuova Casa della Cultura, il Museo-FRaC e il ricco calendario di iniziative confermano una precisa direzione: fare di Baronissi un luogo in cui la cultura non si guarda soltanto, ma si vive, si produce e si condivide. È questa la città che vogliamo continuare a costruire”.

