Avellino, il Partenio spinge: Cheddira illude, Johnsen risponde. Con il Palermo è 1-1

I biancoverdi passano al 60’ con il neoentrato Cheddira, ma tre minuti più tardi arriva la risposta di Johnsen. Nel finale Fortin salva per tre volte i rosanero: decisivo su Cheddira e Biasci. La squadra di Nesta sfiora il colpo grosso contro la capolista.

Un punto conquistato, ma con qualche rimpianto. L’Avellino ferma il Palermo al Partenio-Lombardi e chiude sull’1-1 una partita che nel finale avrebbe potuto regalare ai biancoverdi una vittoria di grande prestigio. I Lupi passano in vantaggio al 60’ con Walid Cheddira, appena entrato in campo, ma il Palermo trova immediatamente la risposta con Dennis Johnsen, anche lui subentrato dalla panchina.

Il risultato consente comunque all’Avellino di dare continuità al successo ottenuto a Modena e di confermare i progressi mostrati nelle ultime settimane. Per il Palermo, invece, sfuma la possibilità di centrare la quarta vittoria consecutiva: i rosanero vengono raggiunti in vetta dal Mantova, vittorioso contro la Sampdoria.

La squadra di Filippo Inzaghi ha avuto momenti di buon controllo della gara, soprattutto nel primo tempo, ma nel finale ha sofferto parecchio la pressione dei padroni di casa. A tenere in piedi il Palermo ci ha pensato Fortin, autore di almeno tre interventi determinanti negli ultimi minuti.

Alessandro Nesta sceglie il 3-5-2 con Martinelli in porta, Izzo, Venturi ed Enrici in difesa, Cancellotti e Moruzzi sulle fasce e Di Maggio, Martin Palumbo e Besaggio in mezzo al campo. In attacco la coppia formata da Pandolfi e Russo.

Filippo Inzaghi risponde con un 4-2-3-1 affidandosi a Pohjanpalo come riferimento offensivo, supportato da Gyasi, Antonio Palumbo e Vavassori. Ranocchia e Segre completano il centrocampo.

Il Palermo parte con maggiore intraprendenza. Dopo appena tre minuti Ranocchia prova la conclusione dal limite, ma la difesa biancoverde riesce a respingere. Al 4’ arriva la prima vera opportunità della gara: Gyasi non trova lo spazio per calciare, Vavassori raccoglie il pallone e lascia partire un destro potente. Martinelli è bravo a distendersi e a respingere.

L’Avellino prova a non farsi schiacciare e cerca di sfruttare le ripartenze. Al 10’ Antonio Palumbo mette in mezzo un pallone interessante verso il secondo palo, ma Cancellotti interviene e concede soltanto un calcio d’angolo.

Al 12’ il copione sembra già abbastanza chiaro: Palermo più propositivo, Avellino compatto e pronto a ripartire. Ma i padroni di casa, con il passare dei minuti, iniziano ad alzare il proprio baricentro.

Al 14’ Russo prova ad attaccare la profondità, ma Augello riesce ad anticiparlo. Due minuti più tardi Nesta deve fare i conti con il primo problema della giornata: Cancellotti accusa un problema al polpaccio sinistro e non riesce a proseguire. Al suo posto entra Missori.

Il cambio obbligato non modifica l’atteggiamento dell’Avellino. I biancoverdi cominciano a guadagnare campo e a costruire qualche azione di possesso più prolungata.

Al 22’ il Palermo prova a colpire in verticale. Antonio Palumbo cerca Vavassori, ma Martinelli è attento e interviene in uscita. La squadra di Inzaghi continua a palleggiare, ma la difesa irpina riesce a contenere Pohjanpalo, poco coinvolto nella prima frazione.

Al 28’ è Di Maggio a cercare la soluzione personale. Il centrocampista si libera per il tiro, ma la conclusione viene respinta dalla retroguardia palermitana.

La gara resta molto combattuta e anche il caldo si fa sentire. Al 25’ arriva il primo cooling break, necessario per permettere ai giocatori di recuperare in una giornata dalle temperature elevate.

L’Avellino prende coraggio e nel finale del primo tempo costruisce la sua migliore occasione.

Al 38’ Pandolfi prende il tempo alla difesa rosanero e colpisce di testa. La conclusione sembra poter creare seri problemi a Fortin, che però è protagonista di un intervento di grande reattività e riesce a evitare il gol.

È il momento migliore dei Lupi.

Il Palermo prova a reagire e al 41’ Ranocchia si incarica di una conclusione dalla distanza. Il sinistro è potente, ma il pallone non si abbassa abbastanza e termina sopra la traversa.

Il primo tempo si chiude così sullo 0-0. Palermo più presente nella fase iniziale, Avellino in crescita con il passare dei minuti e capace di creare la palla gol più nitida della seconda parte della frazione.

Nessun cambio all’intervallo. Le due squadre ripartono con gli stessi uomini.

I primi minuti della ripresa non regalano grandi emozioni. Il match resta bloccato e le due formazioni fanno attenzione a non concedere spazi.

Al 50’ l’equilibrio è totale. Pohjanpalo continua a essere ben controllato dalla difesa di Nesta, mentre l’Avellino cerca di trovare soluzioni soprattutto attraverso il lavoro degli esterni.

Al 54’ Martin Palumbo appoggia per Missori, che decide di calciare senza pensarci troppo. La conclusione viene però respinta dal corpo di un avversario.

Due minuti più tardi Missori interviene duramente su Barba e rimedia un cartellino giallo.

La partita sembra aver bisogno di un episodio per accendersi. E quell’episodio arriva al 57’.

Nesta decide di inserire Walid Cheddira al posto di Pandolfi. Una scelta che si rivelerà immediatamente decisiva.

Anche Inzaghi interviene contemporaneamente sulla formazione: al 59’ entrano Dennis Johnsen e Nicolas Estevez al posto di Gyasi e Segre.

Le sostituzioni cambiano immediatamente il volto della partita.

Al 60’ l’Avellino passa in vantaggio.

Russo approfitta di un errore di Barba, recupera il pallone e serve all’indietro Cheddira. L’attaccante, appena entrato, non perdona e piazza la conclusione alle spalle di Fortin.

Il Partenio-Lombardi esplode. I Lupi hanno trovato il gol nel momento in cui la gara sembrava ancora inchiodata sullo 0-0.

L’Avellino, però, non ha nemmeno il tempo di assaporare il vantaggio.

Al 63’ il Palermo pareggia.

Pohjanpalo, fino a quel momento ben controllato dalla difesa irpina, si inventa l’assist per Johnsen. Il norvegese, appena entrato, lascia partire un destro preciso e potente che si infila sotto l’incrocio.

È 1-1.

Tre minuti sono bastati al Palermo per cancellare il vantaggio biancoverde e riportare la partita in equilibrio. La rete dà nuova fiducia agli ospiti, che al 67’ sfiorano addirittura il sorpasso: Estevez prova la conclusione dai venticinque metri e il pallone termina non lontano dall’incrocio dei pali. Martinelli tira un sospiro di sollievo.

L’Avellino non si arrende. Il secondo cooling break, al 68’, interrompe momentaneamente il ritmo della gara, ma alla ripresa i Lupi tornano a spingere.

Al 72’ Missori prova una soluzione volante con l’esterno del destro, senza però trovare la precisione necessaria.

Due minuti dopo Russo punta Bani e prova a mettere il pallone in mezzo. Il difensore palermitano interviene e concede un calcio d’angolo.

Inzaghi prova a ridisegnare la squadra. Al 76’ Ranocchia lascia il campo per Gomes, mentre Pohjanpalo viene sostituito da Gabrielloni.

L’Avellino continua a crederci.

Al 79’ Enrici si rende protagonista di una chiusura importante, strappando il pallone all’avversario con un intervento pulito. All’81’ è invece Izzo a salvare i suoi con una giocata di grande esperienza: il Palermo parte in superiorità numerica, ma l’ex Genoa rientra velocemente e riesce a opporsi al cross di Gabrielloni.

All’83’ gli ospiti hanno una buona opportunità per il 2-1. Antonio Palumbo calcia dal limite con il sinistro, ma la conclusione è strozzata e non crea particolari problemi a Martinelli.

Poi l’Avellino torna a premere.

All’84’ Venturi viene ammonito per un intervento in ritardo su Gabrielloni.

Nesta decide di giocarsi le ultime carte. All’86’ escono Di Maggio e Moruzzi, sostituiti da Sounas e Sala. Un minuto più tardi tocca a Biasci prendere il posto di Russo. Inzaghi risponde inserendo Pierozzi per Cassandro.

Sono minuti di grande intensità.

Il Palermo comincia ad accusare la pressione e l’Avellino trova spazio per attaccare.

Al 90’ Doveri concede quattro minuti di recupero.

E proprio nel recupero il Partenio crede davvero nel colpaccio.

Al 92’ l’Avellino costruisce un’azione pericolosa e Cheddira si presenta alla conclusione. Il destro è indirizzato verso la porta, ma Fortin compie un intervento straordinario e riesce a salvare il Palermo.

L’azione prosegue e Biasci prova ad attaccare il primo palo. Ancora Fortin non si fa sorprendere.

Non è finita.

Al 95’, sull’ultima grande azione della partita, Biasci riceve in posizione favorevole e prova a trovare la deviazione vincente. Fortin esce con coraggio e tempismo e riesce ancora una volta a negare il gol all’Avellino.

Tre interventi decisivi nel giro di pochi minuti. Il portiere palermitano diventa così l’uomo che consente alla squadra di Inzaghi di uscire indenne dal Partenio.

Doveri fischia tre volte. Avellino-Palermo finisce 1-1.

Il Palermo deve accontentarsi del pareggio e vede sfumare il poker di vittorie consecutive. Il Mantova, grazie al successo sulla Sampdoria, raggiunge così i rosanero in testa alla classifica.

Per l’Avellino, invece, è un punto che conferma il buon momento della squadra di Nesta. Dopo la vittoria esterna di Modena, arriva un altro risultato positivo contro un avversario costruito per lottare ai vertici.

Il rammarico c’è, soprattutto per le tre grandi occasioni avute nel recupero. Se Fortin non fosse stato protagonista di una serata straordinaria, il risultato avrebbe potuto essere completamente diverso.

Ma c’è anche la consapevolezza di una squadra che non ha smesso di crederci dopo il pareggio immediato di Johnsen e che, anzi, ha chiuso la partita all’attacco.

Cheddira ha avuto un impatto immediato, Russo ha avuto il merito di approfittare dell’errore palermitano e fornire l’assist per l’1-0, mentre nel finale tutta la squadra ha provato a spingere per conquistare i tre punti.

Non è arrivata la vittoria, ma il Partenio ha salutato un Avellino capace di giocare alla pari con una delle formazioni più attrezzate del campionato.

Un 1-1 che lascia un pizzico di amaro in bocca per quanto accaduto nel recupero, ma che soprattutto racconta una squadra in crescita, capace di soffrire, reagire e mettere paura alla capolista fino all’ultimo pallone.