Giovedì 17 settembre, alle ore 11, nella Sala Bottiglieri della Provincia di Salerno, la presentazione alla stampa del nuovo strumento elaborato dal professor Salvatore Sica dell’Università di Salerno.
ATRANI – Tutelare l’immagine di Atrani e, allo stesso tempo, garantire che la bellezza e la riconoscibilità del borgo possano continuare a essere raccontate, fotografate e conosciute liberamente. È questo l’obiettivo del Regolamento per la tutela dell’immagine di Atrani, che sarà presentato alla stampa giovedì 17 settembre alle ore 11.00, presso il Palazzo della Provincia di Salerno, nella Sala Bottiglieri.
Il nuovo regolamento rappresenta un passaggio importante per l’amministrazione comunale di Atrani, chiamata a confrontarsi con un tema sempre più attuale per i territori ad alta attrattività turistica: l’utilizzo della propria immagine e, in particolare, l’uso commerciale degli scorci, dei paesaggi e degli elementi che rendono immediatamente riconoscibile il borgo.
Il documento è stato redatto dal professor Salvatore Sica, professore ordinario in Diritto Privato dell’Università degli Studi di Salerno e direttore del Laboratorio IN.DI.CO – Informazione, Diritto, Comunicazione.
L’iniziativa parte dalla consapevolezza che l’immagine di Atrani non rappresenta soltanto un elemento estetico o una risorsa turistica, ma costituisce una componente dell’identità stessa della comunità.
Atrani è infatti un borgo dalla forte riconoscibilità internazionale ed è inserita nel patrimonio tutelato dall’UNESCO. La sua immagine è diventata negli anni uno degli elementi attraverso cui viene raccontata la Costiera Amalfitana, entrando nella comunicazione turistica, nelle fotografie, nelle produzioni e nelle attività che utilizzano la bellezza del territorio come elemento di richiamo.
Proprio per questo il Comune intende introdurre una disciplina che consenta di distinguere in maniera chiara gli utilizzi liberi dell’immagine da quelli effettuati per finalità commerciali.
A spiegare il senso dell’iniziativa è il sindaco di Atrani, Michele Siravo, che sottolinea come il punto di partenza del regolamento sia il rapporto tra il patrimonio del paese e la comunità che lo custodisce.
«Atrani è un bene di tutti, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, e la sua immagine appartiene prima di tutto alla nostra comunità», ha dichiarato il primo cittadino.
Il regolamento, nelle intenzioni dell’amministrazione, vuole dunque fornire «una cornice giuridica moderna e chiara» a una questione che negli ultimi anni è diventata sempre più delicata: quella relativa all’uso commerciale delle immagini del borgo.
Il principio indicato dall’amministrazione è quello di non limitare la possibilità di raccontare Atrani, ma di intervenire laddove l’immagine del paese venga utilizzata per produrre un beneficio economico.
«Restano liberi, come è giusto che sia, gli usi personali, di studio e di cronaca: Atrani continuerà a essere raccontata e fotografata da chiunque la ami», precisa il sindaco Siravo.
Una distinzione ritenuta fondamentale, perché il nuovo regolamento non nasce con l’obiettivo di impedire la diffusione dell’immagine del paese, né di ostacolare il lavoro di chi documenta, studia o racconta Atrani.
Il tema riguarda invece chi utilizza commercialmente la bellezza del borgo traendone un profitto.
«Ma chi trae un profitto da questa bellezza dovrà d’ora in poi contribuire a tutelarla e a conservarla», afferma il sindaco, indicando così il principio che sta alla base del provvedimento: la valorizzazione economica dell’immagine di Atrani dovrà essere accompagnata da una forma di responsabilità nei confronti del patrimonio dal quale quella stessa immagine trae valore.
Il regolamento, oltre a stabilire regole più chiare, introduce secondo quanto evidenziato dall’amministrazione anche tariffe eque e nuovi strumenti di tutela.
Tra questi viene indicata la possibilità di registrare marchi legati al patrimonio di Atrani, una prospettiva che potrebbe consentire al Comune di proteggere in maniera più strutturata alcuni elementi dell’identità e dell’immagine del borgo.
Si tratta, dunque, di un intervento che guarda contemporaneamente alla dimensione giuridica, alla tutela del patrimonio e alla valorizzazione dell’identità locale.
Il sindaco ha voluto sottolineare in particolare il lavoro svolto dal professor Salvatore Sica nella predisposizione del documento.
«Ringrazio il Professor Salvatore Sica per il rigoroso lavoro giuridico svolto, che ci consente oggi di avere regole più chiare, tariffe eque e strumenti nuovi, come la possibilità di registrare marchi legati al nostro patrimonio», ha dichiarato Siravo.
La presentazione alla stampa sarà quindi l’occasione per illustrare il nuovo regolamento e per approfondire un tema che riguarda direttamente il rapporto tra un territorio e la propria rappresentazione pubblica.
In un borgo come Atrani, la cui immagine è strettamente legata al paesaggio, alla storia e alla riconoscibilità della Costiera Amalfitana, la tutela dell’immagine diventa infatti parte integrante della tutela del patrimonio stesso.
L’amministrazione comunale considera il provvedimento anche come un modello potenzialmente replicabile da altri enti locali che si trovano ad affrontare problematiche analoghe.
Non a caso il sindaco parla di un “passo di maturità amministrativa”, destinato non soltanto al presente, ma alla costruzione delle condizioni necessarie per il futuro del borgo.
«È un passo di maturità amministrativa che mettiamo al servizio del futuro di Atrani e di tante altre municipalità che vogliono seguire il nostro esempio», conclude Michele Siravo.
L’appuntamento è dunque fissato per giovedì 17 settembre, alle ore 11.00, presso la Sala Bottiglieri del Palazzo della Provincia di Salerno, dove il Comune di Atrani presenterà ufficialmente alla stampa il Regolamento per la tutela dell’immagine del paese, redatto dal professor Salvatore Sica, professore ordinario di Diritto Privato dell’Università di Salerno e direttore del Laboratorio IN.DI.CO – Informazione, Diritto, Comunicazione.
Un’iniziativa che pone al centro un principio semplice ma destinato ad avere importanti implicazioni: l’immagine di Atrani appartiene alla comunità, può continuare a essere liberamente raccontata e condivisa, ma quando quella bellezza diventa fonte di profitto occorre anche contribuire alla sua tutela e conservazione.

