Avellino, venerdì 11 settembre presentazione del volume “Gli internati liberi di Forino”

Ci sono pagine della storia che non scompaiono davvero: restano nascoste negli archivi, nei documenti ingialliti, nei nomi che rischiano di perdersi e nelle memorie di un territorio. È da questa traccia, fragile ma preziosa, che Paolo D’Amato parte per riportare alla luce una vicenda poco conosciuta della storia irpina e italiana.

Venerdì 11 settembre, alle 18:30, la Mondadori Bookstore di Avellino ospiterà la presentazione di Gli internati liberi di Forino. Internamento civile e persecuzione razziale nell’Italia fascista (1940–1943), volume pubblicato da Il Terebinto Edizioni.

Il libro nasce da un’approfondita ricerca archivistica e concentra lo sguardo su Forino, piccolo centro dell’Irpinia che durante gli anni della dittatura fascista divenne luogo di internamento civile. Dietro la definizione burocratica di “internati” emergono però persone, famiglie e destini segnati dalla guerra, dalla discriminazione e dalla persecuzione.

Ebrei stranieri, oppositori politici, profughi e persone considerate dal regime “straniere nemiche” furono sottoposti a misure di internamento che limitarono profondamente la loro libertà. Una condizione che il volume ricostruisce attraverso le carte d’archivio, restituendo identità e percorsi individuali a uomini e donne che la grande narrazione della storia ha spesso lasciato ai margini.

È proprio questo uno degli elementi più significativi della ricerca di D’Amato: riportare la dimensione umana al centro della storia. Non soltanto date, provvedimenti e decisioni politiche, ma nomi e vicende personali, capaci di raccontare concretamente cosa significasse vivere da internati nell’Italia fascista.

Forino diventa così una lente attraverso cui osservare una realtà molto più ampia. La storia locale si intreccia con quella nazionale, mostrando come le politiche repressive del fascismo non appartenessero soltanto ai grandi centri di potere, ma avessero ricadute concrete anche nei piccoli comuni italiani. L’internamento civile, insieme alla persecuzione razziale, attraversò infatti il territorio nazionale e coinvolse persone provenienti da contesti differenti, accomunate dalla condizione imposta loro dal regime.

La presentazione avellinese sarà quindi anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra ricerca storica e memoria. Recuperare queste vicende significa interrogare il passato con gli strumenti della documentazione, ma anche restituire voce a persone che per lungo tempo sono rimaste confinate nelle pieghe della storia.

A discutere del volume insieme all’autore Paolo D’Amato saranno Luigi Bruno di ProCastello APS, Rosalia Spolverino del Circolo LaAV Forino e Gianni Marino dell’associazione La casa di Giuseppe Casciaro. A moderare l’incontro sarà Gianluca Amatucci.

L’appuntamento si propone dunque non soltanto come una presentazione editoriale, ma come un momento di approfondimento su una vicenda che parte da un comune irpino per condurre direttamente dentro una delle stagioni più drammatiche del Novecento italiano.

Conoscere ciò che accadde a Forino tra il 1940 e il 1943 significa, in fondo, ampliare la memoria collettiva e comprendere come la storia nazionale possa essere letta anche attraverso i luoghi apparentemente più lontani dai grandi eventi. Perché spesso è proprio nei territori, negli archivi locali e nelle storie individuali che il passato torna a parlare con maggiore forza.