Un uomo realmente esistito, una storia liberamente romanzata ed un finale scritto apposta per lui: ballata rock già arrivata in semifinale al Premio Pierangelo Bertoli.
C’è un modo antico di fare canzone d’autore che non ha mai smesso di funzionare: prendere un uomo ai margini, raccontarlo senza pietismo e restituirgli – almeno in musica – la dignità che la vita gli ha negato. È esattamente quello che fa Stiv Lo-ba con “Caino”, il nuovo singolo in uscita il 28 Agosto per Artisti Online, di cui firma testo e musica.
Il punto di partenza è una persona reale: un uomo dall’esistenza complicata e dall’epilogo triste, che l’autore non ha voluto lasciare andare così. Tutto il resto è invenzione dichiarata. “Caino” non è un brano documentario, è una biografia immaginaria: Stiv Lo-ba prende quel destino, lo devia e gli costruisce attorno una storia romanzata, con l’obiettivo esplicito di regalargli il finale che nella realtà non è mai arrivato.
Il gesto è dichiarato fin dal primo verso. Caino nasce “nella piazza di San Felice” — una piazza che a Vicenza non esiste: esiste un corso San Felice, che l’autore trasforma in slargo immaginario. È la firma della canzone: un luogo vero spostato di un millimetro, quanto basta perché la realtà lasci spazio al racconto.
Da lì la vicenda corre veloce e senza sconti: le scarpe rotte dell’infanzia, la scuola bruciata, i rapporti confidenziali con la volante, il pregiudizio che accompagna il protagonista come una condanna. “Di Caino il ragazzo si dice sia poco intelligente” – ed il brano esiste, essenzialmente, per smentire quella frase. Chi era considerato di cervello corto si rivela lucido, rapido, intelligentissimo: “chi sperimenta la vita di strada ha poco tempo per la cultura, ma acume e intuizione tradiscono intelligenza pura”. Il finale ribaltato – un colpo perfetto ai danni di chi il denaro sporco lo custodisce per conto dei padroni, un’isola tropicale, una dentiera nuova di zecca, un mezzobusto in piazza – non è consolatorio: è una riparazione, quasi una vendetta letteraria.
Sul piano musicale, «Caino» è un rock leggero costruito su chitarre elettriche e batteria, con strofe più recitate che cantate: una scelta che colloca il brano nel solco della grande tradizione narrativa italiana, quella di De André, dove la melodia arretra per lasciare parlare il personaggio. Alla realizzazione hanno lavorato Davide Pezzin (basso, chitarre e arrangiamenti), Alberto De Rossi (chitarre, mix e master) e Bob Parolin (batteria).
Con questo brano Stiv Lo-ba ha partecipato nel 2024 al Premio Pierangelo Bertoli, tra i concorsi più autorevoli dedicati alla nuova canzone d’autore italiana, raggiungendo la semifinale: un riconoscimento che certifica la maturità della sua scrittura.
«Caino è nato da una persona che è esistita davvero, con una vita complicata e una fine triste. Ma non volevo raccontare la cronaca: da lì in poi ho inventato tutto, perché volevo dargli un’altra possibilità. Anche la piazza dove lo faccio nascere non esiste — a Vicenza c’è corso San Felice. Mi serviva un posto che fosse un po’ vero e un po’ no, come tutta la storia. La musica non cambia i fatti, però almeno decide chi merita di ridere alla fine.»

