Da Metastasio a Mario Persico: libri, ricerca, premi e riconoscimenti. Nell’estate 2026 un nuovo capitolo per Luca Lupoli e Olga De Maio

Tre saggi scandiscono un percorso tra storia del melodramma, fonti documentarie e partiture autografe: dal “Primato del Testo” di Pietro Metastasio alla nuova edizione dedicata a Mario Persico, passando attraverso anni di ricerca, attività culturale, premi e riconoscimenti. Nell’estate 2026 una nuova occasione per riscoprire questo itinerario e avvicinarsi ai libri che ne raccontano le diverse tappe.
NAPOLI – Estate 2026. Ci sono momenti nei quali esperienze sviluppatesi nel corso degli anni sembrano trovare un naturale punto d’incontro. L’estate 2026 rappresenta uno di questi momenti nel percorso artistico, saggistico e culturale di Luca Lupoli e Olga De Maio.
Non perché libri, ricerche, premi e riconoscimenti appartengano tutti a questa stagione, ma perché proprio in questo periodo, con la diffusione della nuova edizione ampliata e approfondita di Mario Persico e la sua produzione operistica, diventa possibile guardare retrospettivamente alle diverse tappe di un itinerario costruito nel tempo e che continua ancora oggi ad arricchirsi di nuovi sviluppi.
Dalla prima ricerca dedicata a Mario Persico allo studio sul melodramma di Pietro Metastasio, fino al ritorno a Persico attraverso nuovi documenti, testimonianze e analisi delle partiture autografe, emerge un percorso nel quale esperienza artistica e ricerca musicologica si sono progressivamente intrecciate.
A questo cammino si sono affiancati, in momenti differenti, premi, menzioni e riconoscimenti per l’attività musicale e culturale, contribuendo oggi a delineare con maggiore completezza un’esperienza fondata sulla ricerca, sull’interpretazione e sulla divulgazione.
Mario Persico: dalla prima riscoperta a una nuova e più ampia ricerca
La prima edizione di Mario Persico e la sua produzione operistica aveva rappresentato il punto di partenza di un lavoro volto a riportare l’attenzione su Mario Persico, compositore napoletano del primo Novecento la cui figura e produzione operistica erano progressivamente scivolate ai margini della memoria musicale.
Ricostruirne la vicenda significava innanzitutto ricercare e ordinare le testimonianze disponibili, ritornare ai documenti e alle partiture e riaprire una pagina della storia musicale napoletana e italiana ancora poco esplorata.
La ricerca, tuttavia, non si è conclusa con quel primo volume.
Negli anni successivi sono emersi nuovi materiali, documenti, carteggi, fotografie, testimonianze e ulteriori fonti, rendendo possibile una ricostruzione più dettagliata della biografia e della personalità artistica di Persico, dei suoi rapporti e del contesto culturale nel quale maturò la sua attività.
È proprio questa nuova documentazione a costituire una delle ragioni fondamentali della nuova edizione di Mario Persico e la sua produzione operistica, di Luca Lupoli e Olga De Maio, pubblicata da Editoria Online.
Non una semplice ristampa, dunque, né un mero aggiornamento editoriale, ma un lavoro più vasto e approfondito rispetto alla prima edizione, nato dalla prosecuzione concreta delle indagini.
Le fotografie e le testimonianze contribuiscono inoltre a restituire non soltanto il compositore, ma l’uomo dietro la musica, inserendone la produzione artistica all’interno della vicenda umana e del panorama culturale nel quale visse.
Dentro le partiture autografe: il laboratorio creativo di Persico
Una delle novità più significative della nuova edizione riguarda l’ulteriore approfondimento propriamente musicologico.
Le partiture autografe delle opere liriche diventano infatti uno dei nuclei centrali della ricerca.
Il manoscritto musicale non viene considerato soltanto come documento storico da conservare o catalogare, ma come testimonianza diretta del laboratorio creativo del compositore.
L’indagine entra così nella costruzione delle opere: nella vocalità, nell’orchestrazione, nei procedimenti armonici e tematici, nella caratterizzazione musicale dei personaggi, nella costruzione delle situazioni teatrali e, soprattutto, nel rapporto tra parola, musica e azione drammatica.
Particolare attenzione viene riservata agli episodi che permettono di osservare concretamente le scelte compositive di Persico.
Tra questi assume un ruolo significativo Morenita, su libretto di Luigi Sbragia, che offre un terreno privilegiato per entrare nella scrittura persichiana e approfondire il rapporto tra invenzione melodica, orchestra, vocalità e sviluppo drammatico.
La nuova edizione permette quindi di passare dalla prima, necessaria fase di recupero storico e documentario a un’indagine che cerca di penetrare più profondamente nella musica stessa.
Biografia, memoria, documentazione e analisi della partitura diventano così parti complementari di una medesima ricostruzione.
Il volume è inoltre arricchito dalla prefazione del Prof. Michelangelo Iossa e conserva la prefazione alla prima edizione del tenore internazionale M° Fabio Armiliato, ponendo idealmente in dialogo ricerca musicologica ed esperienza interpretativa.