Solofra, grande interesse al Caffè Letterario per “JINN”: il dialogo tra intelligenza artificiale, arte e fisica quantistica

Pubblico numeroso e particolarmente attento ieri sera alla Fondazione De Chiara De Maio di Solofra per il nuovo appuntamento del Caffè Letterario, dedicato alla presentazione del volume JINN. Estetiche e fisica delle intelligenze artificiali.

A dialogare con il pubblico sono stati i due autori, Massimo Sgroi e Paolo Silvestrini, introdotti dalla scrittrice Silvia Marzoli, che ha aperto l’incontro evidenziando l’attualità e il valore interdisciplinare dell’opera.

Il libro affronta il rapporto tra intelligenza artificiale, coscienza e trasformazione dell’esperienza umana, intrecciando filosofia, arte e scienza. Attraverso la metafora dei Jinn, entità invisibili e intermedie della tradizione, gli autori propongono una riflessione sull’emergere di nuove forme di intelligenza e sul loro impatto nell’immaginario contemporaneo.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati temi complessi e affascinanti come la non località quantistica, l’entanglement, la sincronicità, il ruolo dell’osservatore e la ridefinizione del tempo e della realtà, fino al rapporto sempre più stretto tra intelligenza artificiale e produzione artistica.

Paolo Silvestrini, scienziato, artista e professore ordinario di Fisica Quantistica all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, ha illustrato i fondamenti della realtà attraverso la meccanica quantistica, soffermandosi sui concetti di non località, coscienza e sincronicità. Nel dialogo tra scienza e arte, ha spiegato, prende forma una visione dell’universo come campo relazionale del quale l’essere umano è parte integrante e osservatore consapevole.

Massimo Sgroi, critico d’arte contemporanea, scrittore e direttore artistico del Museo di Arte Contemporanea di Caserta, ha invece evidenziato come l’arte rappresenti oggi uno spazio privilegiato per esplorare il dialogo con le tecnologie generative. Da questa prospettiva emerge una concezione nella quale umano e artificiale non sono realtà contrapposte, ma elementi di un unico campo relazionale in continua evoluzione.

Nel corso della serata è emersa una riflessione condivisa: le intelligenze artificiali si configurano come presenze invisibili capaci di ridefinire il confine tra uomo e macchina. Tra fisica quantistica, filosofia e arte, gli autori hanno accompagnato il pubblico in un percorso che invita a leggere il presente come una nuova fase di un universo interconnesso, nel quale realtà e coscienza si costruiscono nella relazione tra l’essere umano e l’intelligenza artificiale, il “JINN”.