Martedì mobilitazione a Napoli: appello unitario di agricoltori, allevatori e pescatori contro rincari e emergenze.
AVELLINO — Il settore primario irpino è arrivato a un punto di rottura. A denunciarlo è il Comitato Agricoltori Avellinesi, guidato dal presidente Roberto Lauro, che annuncia l’adesione alla mobilitazione in programma a Napoli per chiedere la dichiarazione dello stato di crisi.
Una presa di posizione netta, che fotografa una situazione ormai definita “insostenibile” dagli operatori del comparto. A pesare sono soprattutto l’impennata dei costi del gasolio e dei fertilizzanti, che si aggiungono a criticità già note: anni di rincari, la siccità, le zoonosi e l’emergenza legata alla proliferazione di fauna selvatica, in particolare lupi e cinghiali.
«Non è più il tempo degli sfoghi privati o delle discussioni nelle chat: oggi la dignità si difende nelle piazze», sottolineano dal Comitato, lanciando un appello che va oltre i confini dell’Irpinia. L’invito è rivolto a tutto il comparto: agricoltori, pescatori, allevatori e braccianti, chiamati a una mobilitazione unitaria, al di là di sigle e appartenenze.
«Scegliamo di stare dalla nostra stessa parte», dichiara il presidente Lauro, evidenziando come “terra e mare stiano soffocando sotto il peso della speculazione”, mentre le piccole e medie imprese rischiano la chiusura definitiva. Il messaggio è diretto: “Fateci lavorare”.
La manifestazione è in programma martedì 21 aprile, alle ore 11, davanti a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. Sul tavolo, la richiesta di misure straordinarie e urgenti per contenere l’aumento dei costi e salvaguardare l’annata produttiva.
Una mobilitazione che assume anche un forte valore politico. «La politica è chiamata a una scelta di campo: stare con chi lavora ogni giorno o con chi specula sul futuro delle comunità rurali», ribadiscono gli organizzatori.
Gli agricoltori avellinesi si preparano dunque a scendere in piazza con determinazione, consapevoli che, senza interventi immediati, il rischio è quello di un ridimensionamento irreversibile di uno dei settori chiave dell’economia locale.

