
SALOTTO MUSICALE DA UNA IDEA DEL DIRETTORE EDITORIALE MARCO PISANO A CURA DI –Luis Gentile
Il terzo appuntamento al salotto musicale ha visto come protagonista il cantautore Silvano Santacroce. L’artista ha all’attivo quasi 3000 esecuzioni live e dal 2020 collabora con l’associazione irpina Babbaalrum a sostegno dei malati oncologici. “Suono dall’età di 14 anni, con il tempo ho scelto di dare maggiore profondità alla mia opera musicale. Ho deciso di collaborare con questa associazione riuscendo a raccogliere più di 3000 euro dagli streaming musicali”. Silvano ha affermato anche che la sua produzione cantautorale è iniziata con la volontà di mettersi in gioco e poi è proseguita con passione. “Scrivo, citando Gino Paoli, quando ho qualcosa da dire, la mia produzione è spontanea. Cerco di non interrompere il flusso creativo quando arriva, provando a fare tutto da me – ha proseguito l’artista – solo per la batteria collaboro con Luigi Infante e Walter Vivarelli”. La sua produzione è concisa ma varia, con brani come “Cinderella” in dialetto campano e altri più recenti come “Ali di metallo” pensati e scritti in italiano. Proprio soffermando la nostra attenzione su quest’ultimo brano, abbiamo provato a dare un’interpretazione al testo. Dopo aver fatto caso a una sorta di incongruenza tra il testo e la base musicale, incuriositi, abbiamo chiesto all’autore il motivo di questa singolare scelta. Silvano ha confessato di aver scritto il brano in pieno Covid, durante un momento difficile in cui sembrava aver perso la sua vena creativa. Ha tratto ispirazione proprio dall’opera di Carmine Calò, “Ali dell’anima”, presente in piazza Libertà ad Avellino. “Guardando quelle ali ho provato ad immedesimarmi, a immaginare il mondo dalla loro prospettiva. In quel momento della mia vita, come tanti, non potevo fare a meno di notare di essere come loro – ha proseguito il cantautore –. Volevo spiccare il volo, ma ero bloccato a terra; tuttavia,guardando meglio quelle ali, di fianco alla frustrazione e alla pesantezza del metallo notavo anche tanta speranza. La speranza che simbolicamente incarnavano, ed ecco perché per l’arrangiamento musicale ho cercato di comunicare queste mie emozioni in controtendenza con il testo del brano”. I brani di Silvano trasmettono nella maniera in cui sono proposti tanta verità. Una forma di sincerità musicale che accomuna un po’ tutti i cantautori e che funziona proprio perché figlia della necessità di dare forma ad un pensiero, senza filtri o etichette. Come ha confermato anche il nostro ospite, oggi esiste un panorama cantautorale molto vasto, ma che non passa per i canali classici radiofonici o di streaming. Non dovendo ripercorrere le tendenze del momento, la musica cantautorale live si anima e sforna dei veri e propri tesori nascosti. Alla domanda canonica sulla sua esibizione del cuore ha risposto così: “Per me l’emozione più grande è poter esibirmi dal vivo. Porterò sempre nel cuore l’esibizione a piazza Libertà, davanti alla mia gente”. In conclusione del nostro incontro abbiamo quindi domandato a Silvano se,in base alla sua esperienza,potesse suggerire ad un giovane cantautore di uscire dalla zona di comfort prima di produrre musica. Senza pensarci su,ha affermato che chiunque produce musica cerca di dare forma alle proprie idee. “Solitamente chi viaggia sulla mia stessa linea è in continuo processo creativo e in quanto tale deve sempre sperimentare. A questi livelli – ha concluso – per fortuna non esistono ancora catene di montaggio per la musica”.

