Don Armando Venezia, il sacerdote dell’ascolto e della rinascita

A dieci anni dalla scomparsa, un volume ne ricorda l’opera tra Napoli e l’Irpinia.

A dieci anni dalla scomparsa di Don Armando Venezia (1933–2015), un volume edito dalla Tgbook di Sandrigo (VI) ne ripercorre con rigore e sentimento la figura e l’opera pastorale tra Napoli e la sua terra natale, Sant’Angelo dei Lombardi (AV). A firmarlo è Antonio Lanza, giornalista pubblicista (OdG Molise) e testimone diretto di quegli anni, avendo vissuto da chierichetto l’intensa stagione della Parrocchia Nostra Signora di Fatima a Napoli, nella Diocesi di Pozzuoli, dove Don Armando fu il primo sacerdote, restando alla guida della comunità dal 1960 al 1977.

Un periodo ricco di fermento spirituale e sociale, in un quartiere allora in crescita, noto come “Soccavo-Canzanella”, oggi Largo Nostra Signora di Fatima. L’opera si arricchisce di testimonianze raccolte a Napoli e a Sant’Angelo dei Lombardi, documenti d’archivio e immagini inedite. Tra le curiosità, l’episodio della sollevazione popolare dell’estate 1977, quando centinaia di fedeli si opposero, inutilmente, al trasferimento del loro parroco, divenuto per molti un autentico punto di riferimento umano ed educativo.

Il volume approfondisce anche l’aspetto artistico e architettonico della chiesa di via Piave, dove i Fratelli Mazzella realizzarono un monumentale mosaico e un pregevole Crocifisso in metallo, inaugurati ufficialmente nel 1969 con la consacrazione dell’altare da parte del Vescovo di Pozzuoli dell’epoca, Mons. Salvatore Sorrentino.

Dopo il trasferimento, Don Armando tornò nella sua Irpinia. A Sant’Angelo dei Lombardi fu prima rettore del Seminario, poi Parroco della Cattedrale di Sant’Antonino Martire. Il devastante terremoto del 23 novembre 1980 segnò profondamente quella fase: Don Armando si fece guida e conforto in un contesto lacerato, incarnando il senso più autentico del servizio sacerdotale. Le sue azioni contribuirono concretamente alla ricostruzione morale e materiale della comunità.

La prefazione del libro è firmata da Mons. Gabriele Teti, 2° Cappellano Militare Capo nella Riserva e anch’egli giornalista pubblicista. Contribuiscono al volume anche i preziosi appunti storici forniti da Tony Lucido, presidente della Pro Loco Alta Irpinia. «Chi ha praticato l’oratorio della Parrocchia di via Piave in quegli anni – scrive l’autore – certamente oggi annovera Don Armando tra i propri educatori di base, accanto alla famiglia ed alla maestra delle elementari».

Don Armando Venezia è ricordato ancora oggi per la sua capacità di ascolto, la vicinanza agli ultimi e la coerenza di vita. Un sacerdote di altri tempi, capace di lasciare un segno profondo nei cuori e nella memoria collettiva.