L’opera, ancora inedita, diretta da Yari Gugliucci parte alla grande.
Altro giro, altro successo. Danilo Napoli, autore e attore salernitano, dopo i continui sold out in teatro e gli innumerevoli premi in ambito
cinematografico (si ricordi Yohiro e Martino, entrambi diretti da Luigi Di Domenico), si porta a casa l’ennesima soddisfazione professionale
rientrando nella terna di finalisti del prestigioso Premio Mario Fratti, con il suo spettacolo (ancora inedito) Rumore Bianco, un thriller
psicologico che vanta la regia di Yari Gugliucci (Nomination ai David di Donatello 2021 come attore non protagonista) e che si camuffa da
tragicommedia teatrale, con l’intento di denunciare l’omofobia e la transfobia ancora ampiamente diffuse in Italia, spesso intrecciate al
fanatismo religioso. Ciò che ci viene proposto è un viaggio nella mente di un serial killer di donne transgender, immersi in un’atmosfera
surreale e angosciante. Tuttavia, questo percorso è punteggiato da momenti e aneddoti esilaranti, che creano un contrasto sorprendente.
Assistiamo così a una confessione che, pur essendo tragica, è allo stesso tempo comica, mettendo in risalto i lati più oscuri dell’umanità
e le sottili sfumature tra amore e odio, tra pazzia e “normalità”, tra vittima e carnefice. L’opera al momento è in distribuzione per l’anno
2024/2025. Dal 2014 In Scena! ha introdotto il Premio Mario Fratti per gli autori italiani emergenti. Il drammaturgo vincitore riceve un dipinto appositamente creato da Victora Febrer, un’artista visiva che utilizza il vino per creare i suoi dipinti. L’opera vincitrice viene premiata con la traduzione in inglese e pubblicata nella Collezione Premio Mario Fratti. Dal 2022, le letture e le opere teatrali del Premio Mario Fratti
a New York sono dirette o co-dirette da una regista identificata come donna come parte dell’impegno di KIT di assumere più registe nelle loro
produzioni e secondo l’interesse e il rispetto di Mario Fratti tributati ai personaggi femminili. La cerimonia di premiazione avviene solitamente durante la serata di chiusura del Festival, presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York, 686 Park Ave.

