riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo letto con stupore ed indignazione le dichiarazioni dell’imprenditore Ciro Pisano rilasciate ad un quotidiano salernitano in data 13 luglio 2022 e pertanto controbattiamo ad alcune delle sue affermazioni più gravi.
Ricordiamo innanzitutto che, dal 2006, anno in cui il quartiere Fratte non è più zona industriale, la famiglia Pisano ha avuto la possibilità di delocalizzare e, con il nuovo piano urbanistico comunale, di costruire e quindi di fare loro una speculazione immobiliare, con la realizzazione di 400 appartamenti al posto della fabbrica. Delocalizzazione che però non è mai avvenuta per responsabilità gravissime della proprietà. Sarebbe inutile ripercorrere tutti i processi che si sono succeduti in questi decenni e che vedono protagonista uno stabilimento che non definiamo di “untori”, ma che di certo avvelena e che, da studi scientifici, è stato certificato come la causa di danni ambientali e sanitari.
L’ingegnere Pisano dovrebbe essere ben consapevole dei danni che sta arrecando alla popolazione, all’ambiente ma anche ai lavoratori: non è un caso che sia morto un altro operaio appena una decina di giorni fa, un dipendente inserito all’interno delle 50 cartelle analizzate dai consulenti tecnici d’ufficio della Procura di Salerno e per il quale veniva espressa una “concreta possibilità” di correlazione tra la sua malattia e questo stabilimento in cui ha lavorato.

