Prosegue con rinnovato slancio “Caivano, tutta un’altra musica”, il progetto promosso e finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del piano di rilancio e rigenerazione socio-culturale previsto dal Decreto Caivano, ideato e curato dalla Fondazione Il Canto di Virgilio con la direzione artistica di Gennaro Cappabianca e Carlo Faiello.
La rassegna è al secondo mese di programmazione che conferma la vocazione del progetto: fare di Caivano un luogo di incontro, partecipazione e cultura condivisa, dove la musica diventa strumento di emancipazione e crescita umana.
Il loro è uno spettacolo che unisce musica rock, racconti e immagini per promuovere i valori dell’inclusione, della solidarietà e delle pari opportunità. La band è nata nel 1989 e attiva da 36 anni, come laboratorio della Cooperativa Arcobaleno di Frascati, trasforma la musica in uno strumento di espressione professionale e di abbattimento dei pregiudizi.
Gli eventi si svolgeranno per tutto il mese di novembre per proseguire a Dicembre, Gennaio e Febbraio 2027.
Il cuore pulsante del progetto si articola nei suoi pilastri:
L’OFFICINA DEL SOLE (Laboratori di musica, legalità e futuro): iniziato ad ottobre il laboratorio terminerà il 22 dicembre con un grande concerto.
Diretta dal M° Luigi Piazza, l’iniziativa promuove percorsi gratuiti di formazione orchestrale e corale all’interno delle scuole e dei luoghi di aggregazione di Caivano. Gli studenti coinvolti ricevono in dotazione gli strumenti musicali e partecipano alla creazione della prima Orchestra Giovanile del Territorio e del Piccolo Coro di Caivano, dimostrando come la disciplina musicale condivisa possa farsi antidoto alla dispersione scolastica e al degrado sociale.
“COME SUONA IL CAOS”: QUANDO IL RICICLO E IL RITMO RACCONTANO LA TERRA DEI FUOCHI dal 17 al 19 Novembre presso IC Cilea-Mameli (Via Caputo 1, Caivano).
Elemento centrale e dirompente del programma è il laboratorio “Come suona il caos”, un percorso formativo e creativo ideato per accendere i riflettori sulle ferite e sulle speranze della Terra dei Fuochi. Mediante un approccio didattico innovativo e partecipativo, i giovani partecipanti vengono guidati nell’esplorazione dell’eco-acustica e del riuso creativo: i rumori dell’abbandono, le dissonanze del degrado urbano e l’inquinamento acustico e ambientale del territorio vengono decodificati, rielaborati e trasformati in composizioni musicali, ritmi e canto. Attraverso workshop dedicati alla costruzione di strumenti musicali a percussione ottenuti dal riciclo di materiali di scarto, il laboratorio lancia un doppio, forte messaggio:
Rinascita ecologica: dimostrare che ciò che è stato scartato, degradato o abbandonato può ritrovare nuova vita e bellezza, facendosi simbolo di una terra che rifiuta la logica dei roghi e dello sversamento abusivo per riappropriarsi del proprio futuro.
Democratizzazione dell’arte: Mostrare come la creatività e l’ingegno possano superare le barriere economiche, permettendo a chiunque di fare musica e di trovare la propria voce.

