Finanziata dal Dipartimento delle Politiche della Famiglia, l’iniziativa è stata presentata al Centro per le Famiglie di Cesinali. Previste attività di formazione e informazione, spazi di ascolto, workshop e laboratori e incontri nelle scuole.
La tutela dei minori è una responsabilità che riguarda tutti. Da questa consapevolezza nasce “Ninno”, il progetto promosso dal Consorzio Servizi Sociali Ambito A5 e finanziato dal Dipartimento delle Politiche della Famiglia, nell’ambito dell’iniziativa regionale “Insieme si vince”, per la prevenzione e il contrasto delle diverse forme di violenza sessuale ai danni dei minori.
L’iniziativa, presentata presso il Centro per le Famiglie di Cesinali, coinvolge i 28 Comuni dell’Ambito A5 e mette al centro bambini, famiglie, insegnanti e comunità educante, con l’obiettivo di diffondere una cultura del rispetto, dell’ascolto e della protezione.
Il progetto si sviluppa attraverso tre principali ambiti di intervento:
Informazione e sensibilizzazione: formazione per docenti e incontri con le famiglie, per riconoscere precocemente i segnali di disagio e promuovere una corretta educazione affettiva.
Spazi di ascolto dedicati: laboratori e attività pensati per aiutare i bambini a conoscere il proprio corpo, riconoscere i propri confini e comprendere il valore del consenso e del diritto di dire NO.
Educazione digitale: incontri e workshop nelle scuole per sensibilizzare sui rischi della rete, dall’adescamento online alla tutela della privacy e dell’identità digitale.
“Prevenire significa educare, ascoltare e creare una rete capace di proteggere”, osserva il Direttore Generale del Consorzio dei Servizi Sociali A5 Carmine De Blasio. “Nessun bambino deve sentirsi solo e ogni adulto ha il dovere di contribuire alla sua sicurezza. È un progetto che affronta con attenzione il tema della genitorialità, per questo saremo presenti, con incontri e momenti di confronto e condivisione, anche nelle scuole. Crediamo sia opportuno alimentare un filo diretto e continuo con le famiglie: c’è bisogno di aprirsi e, se necessario, anche mettersi in discussione. Oggi i genitori sono chiamati ad un compito sotto certi aspetti più arduo rispetto al passato, e non devono essere lasciati da soli”.

