NAPOLI – Un Fondo regionale di emergenza carburanti da almeno 20 milioni di euro, ristori alle imprese pagati entro sessanta giorni, credito agevolato e un piano per la logistica delle aree interne, sono le proposte della mozione presentata dal gruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale della Campania per rispondere alla crisi dell’autotrasporto e dell’agricoltura provocata dal caro gasolio.
L’iniziativa arriva mentre la protesta degli autotrasportatori blocca strade, poli logistici e il porto di Napoli, con i supermercati già a corto di prodotti freschi, e alla vigilia della mobilitazione degli agricoltori del 22 ottobre. Dal 6 ottobre, con la fine dello sconto sulle accise, il gasolio è tornato intorno ai 2,20 euro al litro e, secondo Confartigianato Trasporti, tra febbraio e settembre il suo prezzo al netto delle tasse è cresciuto di oltre il 54 per cento.
«Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio due comparti fondamentali della nostra economia, e le conseguenze rischiano di ricadere sull’intera filiera agroalimentare e sulle famiglie. Non possiamo permettere che l’aumento dei costi comprometta la sopravvivenza di tante imprese, soprattutto nelle aree interne, dove la distanza dai nodi logistici e la mancanza di alternative alla gomma rendono tutto più difficile», sottolinea il gruppo consiliare del Partito Democratico.
La mozione impegna il Presidente e la Giunta Regionale a convocare entro sette giorni un’Unità regionale di crisi con assessorati, associazioni di categoria, sindacati, enti locali e Prefetture, anche per garantire, nel rispetto del diritto di protesta, il passaggio di prodotti deperibili, farmaci e rifornimenti alle isole.
Il cuore della proposta è il Fondo regionale di emergenza carburanti, articolato in due sezioni. La prima finanzia ristori a fondo perduto: per l’autotrasporto conto terzi in base ai mezzi pesanti in esercizio, per le aziende agricole e agromeccaniche in base al carburante agricolo assegnato. La seconda sostiene gli investimenti per il rinnovo dei mezzi, il trasporto intermodale e l’aggregazione dei carichi. Per le imprese delle aree interne e montane è prevista una maggiorazione di almeno il 30 per cento; le domande si presentano solo online, con autocertificazione, e i contributi vanno erogati entro sessanta giorni.
La mozione indica anche dove trovare le risorse: la prima variazione di bilancio utile e la manovra 2027-2029 per i ristori; le economie del Piano sviluppo e coesione, le risorse riprogrammabili dell’Accordo per la coesione e i fondi non impegnati dello sviluppo rurale per gli investimenti, oltre ad altri spazi di bilancio da verificare.
Sul fronte del credito, un accordo con banche, ABI e Confidi per favorire la sospensione fino a dodici mesi della quota capitale dei finanziamenti, attivare linee di credito garantite dalla Regione e abbattere gli interessi, oltre alla sospensione diretta delle rate dei prestiti concessi con fondi regionali. Sul fronte fiscale, la valutazione nella legge di stabilità 2027 di una riduzione dell’IRAP per l’autotrasporto e del bollo per i mezzi commerciali. Per l’agricoltura, assegnazioni più rapide del carburante agricolo agevolato per le lavorazioni d’autunno.
Entro novanta giorni la Giunta dovrà presentare un piano per la logistica delle aree interne: piattaforme di aggregazione dei carichi gestite da cooperative di produttori, trasporto combinato strada-ferro e strada-mare, accelerazione della piattaforma logistica della Valle Ufita collegata alla stazione Hirpinia della linea AV/AC Napoli-Bari.
Completano la proposta un monitoraggio straordinario dei prezzi dei carburanti e degli alimentari contro le speculazioni e l’obbligo per la Giunta di riferire al Consiglio entro trenta giorni e poi ogni tre mesi.
«La Regione deve fare fino in fondo la propria parte, con risorse e strumenti concreti. Ma serve subito anche il Governo: attivi l’accisa mobile, rifinanzi il credito d’imposta sul gasolio commerciale per tutte le domande e sblocchi gli incentivi per il rinnovo dei mezzi. Non è solo un’emergenza da tamponare: dobbiamo evitare che questa crisi acceleri lo spopolamento delle aree interne e la chiusura di imprese che sono un presidio economico e sociale per le nostre comunità», conclude il gruppo consiliare del PD.

